“Siamo comunità: percorriamo insieme il cammino della sinodalità”
"Siamo “seduti insieme” - ricorda il cardinale Grech, segretario generale del Sinodo dei vescovi - per conservare i beni della Chiesa attraverso un’eredità indivisa da condividere con tutti, nessuno escluso. L’Assemblea sinodale è “luogo santo” di incontro con il Signore che è presente lì dove “due o tre” sono riuniti nel suo nome. O entriamo in questa prospettiva di preghiera, di fede, di incontro con Dio, o non assumiamo un autentico stile sinodale, non viviamo una esperienza di sinodalità"

È stata dedicata alla seconda sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che inizierà ufficialmente domani per concludersi il prossimo 27 ottobre, l’intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di ottobre – dal tema “Per una missione condivisa” – raccolta e diffusa dalla Rete mondiale di preghiera del Papa attraverso un video: «Tutti noi cristiani – afferma il Pontefice – siamo responsabili della missione della Chiesa. Tutti i sacerdoti. Tutti. Noi sacerdoti non siamo i capi dei laici, ma i loro pastori. Gesù ci ha chiamati, gli uni e gli altri: non gli uni sopra gli altri, né gli uni da una parte e gli altri dall’altra, ma completandoci reciprocamente. Siamo comunità. Per questo dobbiamo camminare insieme, percorrendo il cammino della sinodalità».
Quindi l’interrogativo posto dal Santo Padre: «Certo – osserva -, voi potreste chiedermi: che cosa posso fare io, autista di autobus? Io, contadina? O io, pescatore? Quello che dobbiamo fare tutti: dare testimonianza con le nostre vite e condividere la responsabilità della missione della Chiesa. I laici, i battezzati, sono nella Chiesa a casa propria e devono prendersene cura. Lo stesso vale per noi, i sacerdoti, i consacrati. Ognuno contribuendo con ciò che sa fare meglio. Siamo corresponsabili nella missione, partecipiamo e viviamo nella comunione della Chiesa». Da qui l’auspicio finale: «Preghiamo – invita Papa Bergoglio – perché la Chiesa continui a sostenere in ogni modo uno stile di vita sinodale, nel segno della corresponsabilità, promuovendo la partecipazione, la comunione e la missione condivisa tra sacerdoti, religiosi e laici».
“L’ASSEMBLEA SINODALE È UN LUOGO SANTO DI INCONTRO CON IL SIGNORE”

Intanto ieri, nell’ambito del ritiro pre-sinodale in corso in Vaticano presso l’Aula nuova del Sinodo, il cardinale segretario generale del Sinodo dei vescovi Mario Grech ha rivolto il suo saluto ai 368 partecipanti: «Nonostante arriviamo da varie Chiese locali – sottolinea il porporato – tutte con le loro ricchezze, tutte con le loro sfide, tutte impegnate per rinnovarsi e per trovare nuove vie e un nuovo linguaggio per parlare di Gesù agli uomini e alle donne di oggi, siamo “seduti insieme” per conservare i beni della Chiesa attraverso un’eredità indivisa da condividere con tutti, nessuno escluso. L’Assemblea sinodale è “luogo santo” di incontro con il Signore che è presente lì dove “due o tre” sono riuniti nel suo nome. O entriamo in questa prospettiva di preghiera, di fede, di incontro con Dio, o non assumiamo un autentico stile sinodale, non viviamo una esperienza di sinodalità. Infatti il Sinodo non può che essere una preghiera, una liturgia, nella quale l’attore principale non siamo noi, ma lo Spirito Santo». Per questo, il cardinale Grech ha rivolto un invito ai padri sinodali: «Dobbiamo essere disposti a spogliarci – esorta -, poiché l’ascolto è una azione radicale di spoliazione di fronte all’altro e di fronte a Dio».