Parroci: “La Chiesa non andrebbe avanti senza il vostro servizio”
"I parroci - sottolinea il Papa - conoscono dal di dentro la vita del popolo di Dio, le sue fatiche e le sue gioie, i suoi bisogni e le sue ricchezze. Per questo una Chiesa sinodale ha bisogno dei suoi parroci. Senza di loro non potremo mai imparare a camminare insieme, non potremo mai intraprendere quel cammino della sinodalità che è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio"

Ieri, in occasione dell’udienza concessa ai partecipanti dell’Incontro internazionale dei parroci – che si è svolto nei giorni scorsi a Sacrofano (Roma), Papa Francesco ha consegnato una lettera indirizzata a tutti i parroci del mondo: «La Chiesa – scrive il Pontefice – non potrebbe andare avanti senza il vostro impegno e servizio. Le parrocchie in cui svolgete il vostro ministero si trovano in contesti molto differenti. Da quelle delle periferie delle megalopoli – le ho conosciute direttamente a Buenos Aires – a quelle vaste come province nelle regioni meno densamente popolate; da quelle dei centri urbani di molti Paesi europei, in cui antiche basiliche ospitano comunità sempre più piccole e più anziane, a quelle in cui si celebra sotto un grande albero e il canto degli uccelli si mescola alla voce dei tanti bambini. I parroci conoscono tutto questo molto bene, conoscono dal di dentro la vita del popolo di Dio, le sue fatiche e le sue gioie, i suoi bisogni e le sue ricchezze. Per questo una Chiesa sinodale ha bisogno dei suoi parroci. Senza di loro non potremo mai imparare a camminare insieme, non potremo mai intraprendere quel cammino della sinodalità che è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio».
Un discorso, quest’ultimo, che vale anche per le parrocchie: «Non diventeremo mai Chiesa sinodale missionaria – ammonisce il Santo Padre rivolgendosi ai parroci -, se le comunità parrocchiali non faranno della partecipazione di tutti i battezzati all’unica missione di annunciare il Vangelo il tratto caratteristico della loro vita. Se non sono sinodali e missionarie le parrocchie, non lo sarà neanche la Chiesa. Le parrocchie, a partire dalle loro strutture e dall’organizzazione della loro vita, sono chiamate a concepirsi principalmente a servizio della missione che i fedeli portano avanti all’interno della società, nella vita familiare e lavorativa, senza concentrarsi esclusivamente sulle attività che si svolgono al loro interno e sulle loro necessità organizzative. Occorre che le comunità parrocchiali diventino sempre più luoghi da cui i battezzati partono come discepoli missionari e a cui fanno ritorno, pieni di gioia, per condividere le meraviglie operate dal Signore attraverso la loro testimonianza».
Per questa ragione, Papa Bergoglio è tornato ad incalzare i parroci: «Come pastori – l’invito -, siamo chiamati ad accompagnare in questo percorso le comunità che serviamo e, al tempo stesso, a impegnarci con la preghiera, il discernimento e lo zelo apostolico affinché il nostro ministero sia adeguato alle esigenze di una Chiesa sinodale missionaria. Questa sfida riguarda il Papa, i vescovi e la Curia Romana, e riguarda anche voi parroci. Lungo il cammino scopriremo anche il modo per liberare il nostro servizio da quegli aspetti che lo rendono più faticoso e riscoprire il suo nucleo più vero: annunciare la Parola e riunire la comunità spezzando il pane. Essere, come parroci, costruttori di una Chiesa sinodale missionaria e a impegnarvi con entusiasmo in questo cammino».
E, sul finale della lettera, Papa Francesco non ha mancato di fornire alcuni suggerimenti ai parroci, come quello di «apprendere e praticare l’arte del discernimento comunitario – afferma -, avvalendovi per questo del metodo della conversazione nello Spirito, che ci ha tanto aiutato nel percorso sinodale e nello svolgimento della stessa Assemblea. Sono certo che ne potrete raccogliere numerosi frutti non solo nelle strutture di comunione, come il Consiglio pastorale parrocchiale, ma anche in molti altri campi».
Quindi un’altra raccomandazione: «Porre alla base di tutto – esorta il Pontefice – la condivisione e la fraternità fra voi e con i vostri vescovi. Non possiamo essere autentici padri se non siamo anzitutto figli e fratelli. E non siamo in grado di suscitare comunione e partecipazione nelle comunità a noi affidate, se prima di tutto non le viviamo tra noi. So bene che, nel susseguirsi delle incombenze pastorali, tale impegno potrebbe sembrare un sovrappiù o persino tempo perso, ma in realtà è vero il contrario. Infatti, solo così siamo credibili e la nostra azione non disperde ciò che altri hanno già costruito».
Infine un ultimo invito rivolto ai sacerdoti che hanno partecipato all’Incontro internazionale dei parroci: «Essere missionari di sinodalità una volta rientrati a casa», chiede il Santo Padre, così da animare – nella sessione finale del Sinodo ad ottobre – «la riflessione sul rinnovamento del ministero di parroco in chiave sinodale e missionaria».