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“Abbiamo una società senza adulti: a loro va annunciato il Vangelo!”

"Usciamo da questo incontro – conclude Valentina Piscella, vice commissaria regionale Fse Abruzzo-Molise – sicuramente arricchiti, con tanti spunti si riflessione arrivati dai capi scout che sono maggiormente a contatto con i più piccoli, perché capita che i capi più adulti – i quali si trovano a decidere dal punto di vista formativo ed educativo - possano perdere contatto con loro e con le loro esigenze. Quindi dai primi abbiamo raccolto tante proposte per il prossimo triennio associativo, per realizzare uno svecchiamento delle tradizioni - senza però perdere di vista le nostre radici – volgendo lo sguardo al futuro"

Lo ha affermato l’arcivescovo Valentinetti la scorso domenica, presiedendo la santa messa all’Incontro capi scout della Macroregione est Fse

L'arcivescovo Valentinetti pronuncia l'omelia

Grande festa sabato e domenica scorsi al Pala Dean Martin di Montesilvano, che ha ospitato l’Incontro regionale dei capi scout della Federazione scout d’Europa (Fse) della Macroregione est, che comprende le regioni Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, partecipato da 250 persone tra capi brevettati, capi gruppo, capi unità  e Rs in servizio a cui si è aggiunta una delegazione di lupetti e coccinelle. Il tema dell’incontro, in preparazione all’Assemblea nazionale che si terrà a maggio a Soriano (Viterbo), è stato l’attuazione di una comunicazione e di una relazione efficace con i ragazzi.

Valentina Piscella, vice commissaria regionale Fse Abruzzo-Molise

Ad aiutare i capi scout Fse a riflettere meglio è stato l’intervento del pedagogista Salvo Noè, che ha recentemente collaborato con Papa Francesco. E poi non è mancata un’attività sinodale, che ha visto impegnati tutti i gruppi scout della macroregione, incentrata sul tema dell’“albero”: «Abbiamo riflettuto – spiega Valentina Piscella, vice commissaria regionale Fse Abruzzo-Molise – su quali sono le nostre radici, quali sono le foglie da tagliare e i semi da piantare, parlando di formazione capi, fede, essere buoni cristiani e buoni cittadini, servizio, intereducazione, attenzione al singolo e sfide educative».

A concludere la due giorni, ieri mattina, è stata la santa messa presieduta dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, concelebrata dall’assistente spirituale del Distretto scout Fse Abruzzo-Molise don Antonio Del Casale e dell’assistente spirituale della Macroregione est Fra Fabrizio De Lellis. Al centro dell’omelia del presule, prendendo spunto dal Vangelo della quinta domenica del tempo ordinario, la sfida educativa: «Questa mattina – esordisce l’arcivescovo – siamo provocati dalla Parola di Dio, da questa prima frase della seconda lettura (la prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi) “Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone. Guai a me se non annuncio il Vangelo!”. Questa parola diventa molto vera, specialmente in questo tempo, perché è lodevole, carissimi fratelli, capi scout Fse, il servizio educativo che voi fate nei confronti di questi meravigliosi bambini e ragazzi che, questa mattina in rappresentanza, sono seduti davanti a noi. Ma la necessità ancora più urgente è riannunciare il Vangelo agli adulti. Riannunciarci vicendevolmente il Vangelo tra di noi! Riannunciare il Vangelo degli adulti, perché? Perché abbiamo una società senza adulti. Andrea Matteo, segretario della Congregazione della Dottrina della fede, lo sta ripetendo in maniera continuativa, è venuto a ripetercelo anche a noi sacerdoti ultimamente, “La carenza educativa che c’è dagli adulti ai ragazzi, è perché abbiamo un mondo senza adulti che non sa annunciare il Vangelo, che è carente nell’annuncio del Vangelo”. E l’annuncio del Vangelo non è solo un mio compito, non è solo compito di noi presbiteri, l’annuncio del Vangelo è compito di tutti i battezzati, senza riserve. Si è battezzati per annunciare il Vangelo, non per tenersi il battesimo gelosamente custodito nel cassetto della propria intimità o della propria preghiera. Cosa bella, buona e santa, ma non sufficiente».

L’arcivescovo Valentinetti e i concelebranti don Antonio Del Casale e Fra Fabrizio De Lellis fanno il saluto scout

Fatta questa premessa, l’arcivescovo di Pescara-Penne si è quindi chiesto da dove partire: «Come annunciare il Vangelo? – s’interroga -. Certamente il servizio educativo è un servizio straordinario, che forse nessuno fa o lo fanno pochi e forse, molto probabilmente, non in maniera profonda come dovrebbe essere fatto e come lo fate voi. Lo dico per la mia esperienza diocesana. Le associazioni che oggi reggono l’impatto educativo sono quelle scoutistiche. Non è una lode, è una constatazione che non ci dovrebbe far piacere, ma è così. E allora da dove cominciare? Cominciare secondo la pagina del Vangelo. La prima dimensione per annunciare il Vangelo è la relazione. Gesù che cosa fa? Sa che la suocera di Pietro è ammalata. Va, la tocca, la rialza, le prende la mano. L’annuncio del Vangelo passa, fondamentalmente, innanzitutto per le relazioni. Se non stabiliamo relazioni vive, belle, profonde e soprattutto umane, umanissime, così come questa relazione umanissima di questa donna nei confronti di Gesù e di Gesù nei confronti di questa donna che – commento dell’evangelista – “una volta guarita li serviva” (altra relazione importante il servizio reciproco). Se non passiamo attraverso le relazioni belle, buone, umane, simpatiche, che fanno “feeling”, se non c’è questa relazione, il discorso diventa molto sterile e sulle relazioni dobbiamo interrogarci».

Da qui un esempio concreto che ha riguardato la Chiesa di Pescara-Penne: «Don Antonio lo sa – racconta monsignor Tommaso Valentinetti -. Abbiamo fatto la preparazione per gli accoliti istituiti, lettori istituiti e i catechisti istituiti. Ho voluto che per tre week-end queste tre categorie di persone facessero un counseling sulla relazione, perché uno dei problemi più grossi delle nostre parrocchiepreti compresi sono le fatiche delle relazioni. E dobbiamo ripartire da lì. E un secondo passo, ricominciare dagli ultimi, ricominciare dai poveri, ricominciare dagli ammalati, ricominciare dagli esclusi, ricominciare dai deboli: “Mi sono fatto debole con i deboli, povero con i poveri, ultimo con gli ultimi”. E Gesù è andato a toccare gli ammalati, a toccare gli ultimi, a toccare i morenti, a toccare i malati nello spirito. Quanti malati nello spirito ci sono in mezzo a noi e intorno a noi! Non tanto indemoniati, perché lì si parlava di indemoniato quando si vedeva una persona che aveva perso un po’ il senno della ragione, ma malati nello spirito sì. Ripartire, dunque, dalle ultime realtà della vita e della società per essere pronti a dare una testimonianza, perché il Vangelo si annuncia con le parole, ma si annuncia soprattutto con la vita, si annuncia con l’attenzione alle realtà che veramente ne hanno bisogno».

Ma tutto questo si realizza passando per un’azione fondamentale: «So che tocco una piccola “piaghetta” – afferma il presule -, tutto questo dev’essere nutrito da molta preghiera. Perché se non c’è la preghiera non ce la facciamo, non ce la possiamo fare. Gesù si ritira da solo, di notte, a pregare. Di notte, da solo, a pregare. Se non abbiamo il coraggio di avere uno spazio della nostra vita, non dico la notte, perché tutti quanti lavorate, lavoriamo e forse bisogna dormire, ma uno spazio piccolo, grande, medio, per un momento di incontro con il Signore e con la parola di Dio, non ce la faremo mai. Lui ce la fa, gli altri lo cercano e Lui si rimette in moto “Andiamo altrove a predicare”. Questa è la consegna che questa mattina vi faccio. Mi avete chiamato a predicare, a celebrare l’Eucarestia. La faccio ai gruppi della mia diocesi, con cui ci siamo già visti abbondantemente, ci vediamo costantemente, ma la faccio anche a voi capi di questa zona Fse. Molti auguri e buona Assemblea nazionale».

Scout e capi scout Fse a messa

Successivamente, in occasione della preghiera dei fedeli, l’arcivescovo di Pescara-Penne ha invitato i capi scout e gli scout presenti a pregare per la pace: «Uno dei primi impegni per annunciare il Vangelo, cari capi scout e cari ragazzi – ricorda -, è schierarsi dalla parte della pace in un mondo che si sta divertendo a “giocare” alla guerra. Il Consiglio europeo ha stanziato altri 50 miliardi di euro per l’Ucraina. A che cosa serviranno tutti questi soldi? A comprare altre armi! Non andremo da nessuna parte se i responsabili delle nazioni non cambiano la mentalità guerrafondaia che stanno portando avanti, non andremo verso stagioni di tranquillità. Perciò occorre schierarsi per la pace e farlo sentire fortemente, perché è un primo modo per annunciare il Vangelo così come sta facendo Papa Francesco. E per questo preghiamo per noi, perché viviamo quasi un torpore assuefatto a questo prolificare di guerre e prolificare di armi. Non è possibile, stanno morendo migliaia di persone. Nessuno ce lo dice in verità qual è la realtà sul serio, ma è drammatica ed è sangue e carne umana, così come la nostra carne e il nostro sangue. E allora preghiamo per questo e preghiamo soprattutto perché lo Spirito Santo possa aiutare chi di dovere a convertirsi finalmente».

Al termine della santa messa, non è mancata la foto di gruppo finale e la cerimonia dell’ammainabandiera, con la soddisfazione di tutti i partecipanti: «Usciamo da questo incontro – conclude la vice commissaria regionale Fse Abruzzo-Molise – sicuramente arricchiti, con tanti spunti si riflessione arrivati dai capi scout che sono maggiormente a contatto con i più piccoli, perché capita che i capi più adulti – i quali si trovano a decidere dal punto di vista formativo ed educativo – possano perdere contatto con loro e con le loro esigenze. Quindi dai primi abbiamo raccolto tante proposte per il prossimo triennio associativo, per rinnovarci – senza però perdere di vista le nostre radici – volgendo lo sguardo al futuro».

About Davide De Amicis (4613 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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