“Non c’è futuro senza famiglia”
"Non c’è nulla di più personale che quella promessa di felicità - aggiunge il segretario generale della Cei, monsignor Baturi - che la famiglia sempre evoca, promette e in qualche modo realizza; e non c’è nulla di più istituzionale di una famiglia che scommette sul futuro, sul ‘per sempre’, che coordina per sempre esistenze attraverso ruoli definiti"

«Non c’è futuro senza famiglia». Lo ha ricordato oggi il cardinale arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana Matteo Zuppi partecipando, attraverso un videomessaggio, all’Assemblea generale del Forum nazionale delle associazioni familiari che si è tenuta ieri e oggi a Roma: «La famiglia non è un problema o qualcosa destinata ai retaggi del passato – sottolinea il porporato -, ma l’unica risorsa che può garantire futuro alle persone. Senza di essa, le crisi economiche e le varie pandemie sarebbero state ancora più tragiche di quanto lo sono state e lo sono».
Quindi il cardinale Zuppi ha ringraziato il presidente Gigi De Palo, giunto al termine del suo mandato, per aver aiutato, «con intelligenza, passione, competenza, intuizione – riconosce -, con il coinvolgimento di tanti e con la costruzione di alleanze a scommettere sulla famiglia».
E tutto questo mediante il dialogo: «Questa via – osserva il presidente della Cei – fa spendere la propria identità e la arricchisce, perché non c’è dialogo senza identità e non c’è identità senza dialogo». Rivolgendosi nuovamente a De Palo, l’arcivescovo di Bologna ha quindi fatto un riferimento alla natalità: «Un’altra grande battaglia – rilancia il cardinale Matteo Zuppi – che ci vedrà di sicuro ancora uniti e che è fondamentale, perché la famiglia non vive per se stessa. La natalità è una delle grandi battaglie decisive per il nostro Paese, una grande scommessa, anche perché permette di combattere tutto quello che ci fa chiudere, che ci fa conservare la vita e non donarla».

Ha poi lodato l’attività del Forum nazionale delle associazioni familiari anche l’arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi: «Se un sentimento individuale che ha bisogno di libertà si sgancia dall’idea di un’istituzione – ammonisce il presule -, può accadere di tutto e anche di non buono. La genialità del Forum è stata quella di aver portato dentro l’agone politico e sociale la possibilità di una sintesi tra la questione personale e la dimensione pubblica della famiglia. Non c’è nulla di più personale che quella promessa di felicità che la famiglia sempre evoca, promette e in qualche modo realizza; e non c’è nulla di più istituzionale di una famiglia che scommette sul futuro, sul ‘per sempre’, che coordina per sempre esistenze attraverso ruoli definiti».
Quindi ancora un ringraziamento al Forum delle famiglie: «Per aver evidenziato – attesa monsignor Baturi – la possibilità nel mondo cattolico che il rispetto del pluralismo e dell’identità, non è contro la possibilità dell’unità che nasce dal dialogo e dal rispetto delle identità. Non è qualcosa di scontato e può far bene anche al mondo cattolico. L’ispirazione cristiana non è un motivo di frammentazione, non è contro la laicità e non è contro la laicità della democrazia, ma è la sua possibilità, perché ciò che davvero è ispirato dal cristianesimo è a favore dell’uomo ed è un bene comune perché è per tutti».
Infine l’invito al Forum delle associazioni familiari a proseguire su questo solco: «Siete chiamati – conclude il segretario generale della Cei – a porre al centro dell’attenzione politica la questione antropologica, perché non c’è nulla di più politico oggi che la questione dell’uomo e del suo destino».