“Riscopriamoci comunità per essere vicini e solidali l’uno con l’altro”
"Dobbiamo un po’ allargare il cuore - sottolinea il direttore della Caritas diocesana -, altrimenti rischiamo di chiuderci, rischiamo di porci l’uno contro l'altro. Ma non è questo quello che può fare della nostra una comunità accogliente, inclusiva, che vuole camminare insieme. Quindi questo è un appello a ciascuno perché, ognuno per la sua parte, si senta responsabile di questa comunità e delle persone più in difficoltà"

Sarà un Natale sobrio, semplice, ma allo stesso tempo intenso quello vissuto dagli assistiti, dai volontari e dagli operatori della Caritas diocesana di Pescara-Penne che celebreranno dapprima la messa della vigilia di Natale, presieduta alle 18.30 dall’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti – presso la cappella dedicata a Madre Teresa di Calcutta presso la Cittadella dell’accoglienza “Giovanni Paolo II” di Pescara, e domani il pranzo di Natale alle 12.30, ancora una volta alla presenza del presule, presso l’adiacente mensa. Un Natale che, giungendo a fine anno, è come sempre un tempo ideale per fare bilanci e individuare nuove prospettive per l’immediato futuro. E noi di La Porzione.it e Radio Speranza, abbiamo fatto entrambe le cose intervistando il direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne Corrado De Dominicis.
Corrado, innanzitutto, che Natale sarà questo Natale?
Un Natale, come hai accennato tu, semplice. Mi verrebbe da dire quasi un Natale un po’ intimo, perché comunque lo vivremo nei nostri luoghi significativi e avrà il suo culmine nella celebrazione della santa messa di Natale con l’arcivescovo e tutti i volontari, gli operatori, ma soprattutto coloro che vivono all’interno della Cittadella, quindi i nostri accolti, i nostri amici che frequentano la mensa e che sono accolti in dormitorio. Sarà proprio un momento da condividere nella preghiera, nell’attesa. Un’attesa che è iniziata, come sappiamo, nella prima domenica d’Avvento e sono stati tanti i momenti di preparazione a questo Natale che abbiamo vissuto come Caritas diocesana e che avranno proprio oggi il loro culmine. Poi domani ci sarà la celebrazione, diciamo così, anche della convivialità con il pranzo. Sarà presente anche l’arcivescovo, quindi vivremo questo momento in comunione con lui e sarà un’occasione bella per uno scambio di doni. E ci sono i volontari che in questo periodo di festività, per la prima volta, si rivolgono alla Caritas, ma anche a tutte le altre gli altri enti nel territorio, per mettere del tempo a disposizione e riceveranno una sorpresa, perché i nostri accolti li hanno pensati in questo tempo e quindi riceveranno un piccolo dono. E quest’ultimo, non sarà soltanto il pensierino in sé che riceveranno, ma l’essere stati pensati, l’essere stati voluti in questo incontro che avverrà domani, nella condivisione, nella convivialità del pranzo».
Come già accennavi, chiunque vorrà potrà donare il proprio tempo libero – durante queste festività – per trascorrerlo con i più fragili, assistendo chi è nel bisogno…
Questo, come sempre, è un tempo propizio per le persone che sentono nascere e sgorgare dal cuore questa volontà di mettere del tempo a disposizione. Questo tempo viene ricavato tra anche nel corso dell’anno, ma il là avviene spesso con il Natale e allora, ogni anno, noi rinnoviamo l’invito a farsi presenti attraverso il nostro sito www.caritaspescara.it, nella sezione volontariato, dove possono trovare un numero di telefono al quale inviare un piccolo messaggio WhatsApp per dare la propria disponibilità, oppure scrivendo direttamente a un’e-mail a volontariato@caritaspescara.it o anche sulle chat delle pagine ufficiali Facebook ed Instagram, sulle quali verranno poi ricontattati per mettersi a servizio. Ma soprattutto mi verrebbe da dire spendere, vivere del tempo accanto all’altro, perché sicuramente c’è qualcosa da fare. Soprattutto è importante esserci, stare con le persone, iniziare una relazione. Questo perché, soprattutto nei momenti delle festività, in modo particolare le festività natalizie, si acuiscono ancora di più le solitudini nelle persone più sensibili, che magari sono lontani dalla famiglia o una famiglia non ce l’hanno. Ci sono situazioni conflittuali, la solitudine e allora l’invito, più che a fare delle cose, è a venire “per stare insieme a te” ed “Insieme a te” è proprio il titolo che diamo ogni anno a questa attività».
Natale è appunto anche l’occasione per fare un bilancio dell’anno appena trascorso, questo 2022 dall’1 gennaio al 14 dicembre scorso, e i vostri dati parlano chiaro, come emerge anche dal bilancio sociale della Caritas Diocesana di Pescara-Penne. Sono infatti 49.851 i pasti distribuiti e poi c’è stata l’accoglienza di 136 persone in pronta e prima accoglienza notturna nella Cittadella dell’accoglienza Giovanni Paolo II per 2.875 notti erogate. E ancora 42 persone accolte in seconda accoglienza con progetti individualizzati a medio lungo termine, per 4.065 notti erogate. Già questo la dice lunga su quello che è stato un lavoro intenso che avete svolto senza sosta…
«Questo, come sempre, quello della fine dell’anno è tempo di bilanci, ma soprattutto per noi è tempo per fermarci a verificare come stanno andando le situazioni che seguiamo perché dietro questi numeri, che ci consentono di capire l’andamento delle situazioni di povertà sul nostro territorio, ci sono anche le tante storie che abbiamo incontrato e che continuiamo ad incontrare. È un’attività che, come dici tu, è importante e significativa, ma che ci racconta soprattutto di situazioni che – sicuramente a causa della situazione internazionale – hanno delle ripercussioni sul nostro territorio. Sto pensando, in questo momento, sicuramente alla vicenda dell’Ucraina. Sono 70, ad esempio, i nuclei di famiglie che siamo riusciti a seguire grazie al “Progetto Apri Ucraina”, finanziato dai fondi dell’otto per mille e di Caritas italiana, che sono presenti nei nostri alberghi – in quelli di Montesilvano in particolare – delle quali stiamo seguendo i percorsi di inclusione soprattutto lavorativa, scolastica e sociale. Sono queste le priorità di intervento per queste famiglie. Sto pensando anche alle ripercussioni che ci sono nella congiuntura internazionale a causa della situazione dell’Iran e dell’Afghanistan. È notizia di queste giorni la sempre maggiore difficoltà delle donne per avere l’autonomia, per l’accesso allo studio, per l’accesso alle cose quotidiane della vita. Una bella testimonianza che abbiamo nella nostra diocesi è l’arrivo di questa famiglia afghana che, grazie ai corridoi umanitari di Caritas italiana, è arrivata dal Pakistan lo scorso 24 novembre e insieme alla parrocchia di San Cetteo la stiamo accogliendo. La globalizzazione ci dice che tutto quello che succede, anche molto lontano da noi, ha delle ripercussioni sul nostro territorio. Pensiamo alla crisi energetica, alle bollette, al gas, all’elettricità, alle tante famiglie che si trovano già oggi a fare i conti con delle spese aumentate, per non parlare dei costi delle materie prime».
Parlavi di globalizzazione, bisogni globalizzati. In questo scenario di crisi davvero globale, in cui è inserito anche il nostro territorio locale, è recentemente avvenuto il trasferimento del Centro d’ascolto diocesano in questo nuovo centro di inclusione che, in via Gran Sasso, in maniera più centrale, starà vicino alle esigenze di tutti. E, a tal proposito, emerge un dato abbastanza importante. Gli operatori hanno colloquiato con 1.158 in questo 2022. Cosa significa? Quali sono i bisogni che emergono e come ripartite in questa nuova sede?
«Mi preme sottolineare a questo riguardano due attenzioni che dovremmo imparare ad avere. La prima è quella rispetto alla richiesta di sussidi economici che arrivano. Sono sussidi economici, spesso anche per le bollette, perché questo caro energia sta colpendo soprattutto le persone a cui fragili. Ma la soluzione non è erogare sussidi economici, ma nel favorire politiche per il lavoro e questo è un tema che da anni tocco e tocchiamo come Caritas nei nostri incontri, nelle nostre chiacchierate. C’è bisogno di intervenire su questo, così come sul tema dell’abitare. Si trovano sempre meno facilmente abitazioni con costi che consentono le persone di andare in affitto, servono sempre maggiori garanzie, c’è sempre un po’ di ritrosia verso lo straniero, verso l’immigrato, c’è sempre una maggiore chiusura. E allora quando non c’è la casa, quando non c’è il lavoro, è complesso ridefinire percorsi di inclusione con le persone. Dobbiamo un po’ allargare il cuore, altrimenti rischiamo di chiuderci, rischiamo di porci l’uno contro l’altro. Ma non è questo quello che può fare della nostra una comunità accogliente, inclusiva, che vuole camminare insieme. Quindi questo è un appello a ciascuno perché, ognuno per la sua parte, si senta responsabile di questa comunità e delle persone più in difficoltà».
A proposito di accoglienza, avete sempre avuto un occhio di riguardo verso le famiglie e sono 228 quelle accolte dall’Emporio nella Casa della solidarietà “Madre Teresa di Calcutta” di Montesilvano e 145 i nuclei familiari accolti presso l’Emporio Papa Francesco di Pescara. Un altro servizio che ormai ha superato il decennio di vita e che va avanti ed è sempre più efficace…
«È un servizio che, come diciamo sempre, ha una forte valenza educativa anche rispetto alla spesa, rispetto al riutilizzo degli alimenti e rispetto allo spreco alimentare. Quindi non ha solo una valenza di accompagnamento delle famiglie, ma ha soprattutto una valenza educativa e sono tante le famiglie che sono seguite anche dall’emporio vestino, che si trova a Penne, il quale è entrato nel circuito degli empori di Caritas italiana e quindi siamo molto contenti di questo passo in avanti che abbiamo fatto tutti insieme, anche con la Caritas della città di Penne, e che ha trovato nel sostegno – anche grazie a 15 mila euro di fondi otto per mille – un aiuto in più con i buoni carne che anche quest’anno abbiamo erogato sia attraverso l’Emporio Papa Francesco e le Caritas parrocchiali del territorio. È un impegno in più, un’attenzione in più che abbiamo, come sempre, voluto mettere al servizio delle persone e delle famiglie e per le quali mi fa piacere, in questa occasione, ringraziare quanti in questo tempo natalizio e nel corso dell’anno, riescono ad aiutarci tramite delle donazioni, ma anche ponendo la famosa firma dell’otto per mille, perché poi questi sono i frutti belli dei doni che vengono fatti in questa modalità».
Tra l’altro, durante queste festività natalizie basterà brindare con un buon calice di vino alla Caritas diocesana per aiutare e finanziare i servizi della Caritas…
«Come sempre tornata l’iniziativa del Natale solidale, quindi ci sono queste confezioni da bottiglie di vino e ringraziamo per la collaborazione, come sempre molto generosa e disponibile, dell’Azienda vinicola Marramiero, che possono essere reperite e a fronte di un contributo di 15 euro. E se qualcuno è un po’ in ritardo sui regali di Natale, o se volesse fare un brindisi all’anno nuovo, è ancora nelle possibilità di poterle prenotare e scrivendo a nelmondo@caritaspescara.it, per avere una o più di queste confezioni di vino».
Per concludere, Corrado, uno sguardo all’anno che sta per iniziare pieno di incognite. Quale sarà il 2023, almeno secondo i vostri auspici, della Caritas diocesana? E poi gli auguri, per questo Natale e per queste festività 2022-2023 del direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne…
«Siamo in campo per capire cosa verrà fuori, nel nostro ambito più piccolo, dai nuovi piani di zona che dovranno essere messi in campo attraverso dei bandi e delle progettualità da parte dei comuni e noi siamo pronti. Siamo pronti per dire “presente” e metterci ancora a servizio di questa comunità diocesana. Siamo in attesa delle decisioni che verranno dal governo nazionale, nell’ambito della legge di bilancio, per quanto riguarda il reddito di cittadinanza. Quindi siamo in attesa perché c’è il tempo, come detto anche da Caritas italiana, per un’interlocuzione proficua per far sì che questo strumento venga affinato rispetto a quello che è stato. E siamo in attesa di capire anche quali saranno gli interventi, che in parte già ci sono stati, ma che dovranno comunque avere una continuità per quanto riguarda il caro energia e noi vogliamo essere presenti. Noi vogliamo dire “siamo presenti”, ci siamo, ma non lo vogliamo fare da soli. Lo vogliamo fare insieme a tutte le realtà di questo territorio, ma in modo particolare insieme a ciascuno, perché è un grande segno di civiltà, è un grande segno di attenzione, che una comunità si preoccupi insieme delle persone, degli ultimi, delle persone più fragili. Perché tutti siamo un po’ fragili e chi lo è di più, come in tutte le famiglie, deve avere le maggiori attenzioni dal punto di vista di coloro che, in questo momento, sono meno fragili. Quindi è un qualcosa che vogliamo fare non in un’ottica di delega della carità, ma in un’ottica di comunione, di condivisione, di corresponsabilità. È importante, in questo frangente, essere vicini, essere prossimi, non solo come Caritas diocesana. Rivolgiamo un appello a tutte le istituzioni, perché ognuno faccia il proprio dovere, ma c’è un appello a ogni singolo cittadino perché questo clima un po’ tetro, un po’ cupo che viviamo e vediamo ogni giorno, sia sconfitto dalla nostra volontà di fare comunità. La speranza che riponiamo nel Bambino che accoglieremo questa notte, è proprio quella di riscoprirci comunità e di essere vicini l’uno con l’altro, solidali l’uno con l’altro e di non aspettare dagli altri le risposte, ma di essere ognuno protagonista per andare a cercare e per rendere concreta questa speranza. Mi permetto, questo, di lasciarlo come augurio a ciascuno dei nostri ascoltatori e lettori. Ovvero di cercare in questo Bambino che arriva quella speranza che, come abbiamo scritto nel messaggio di auguri che stiamo facendo girare, ci dia la capacità di guardare la stella, come ha detto Papa Francesco, che sa indicarci la strada, ma soprattutto di guardare il Bambino che dà la direzione al nostro cuore. Ne approfitto, a nome di tutta la Caritas diocesana, per fare gli auguri per un Santo Natale e soprattutto per un nuovo anno, per un 2023 che porti pace. E, a tal proposito, ne approfitto per ricordare che il 21 gennaio celebreremo la 18ª Marcia diocesana per la pace a Montesilvano. Quindi, fin da ora, invito tutti quanti ad essere presenti per far sentire la nostra voce, per la richiesta di pace per l’umanità».