Spreco: “Ogni anno nel mondo buttato 1 miliardo di tonnellate di cibo”

Quella di ieri è stata la terza Giornata internazionale per la consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari e, per l’occasione, la Commissione europea ha lanciato l’allarme: «Il nostro sistema alimentare è sotto forte pressione – afferma Stella Kyriakides, commissaria per la salute e la sicurezza alimentare -. Stiamo affrontando allo stesso tempo gli effetti negativi del cambiamento climatico, del degrado ambientale, degli shock economici e dei conflitti violenti, che stanno mettendo in pericolo la sicurezza alimentare di milioni di persone in tutto il mondo. In questo contesto, è inaccettabile che il 20% di tutto il cibo che produciamo nell’Ue vada perso o sprecato».

Per questo l’Unione europea ha deciso di intervenire: «Nell’Ue – aggiunge la Kyriakides – stiamo già intraprendendo azioni decisive per affrontare la sicurezza alimentare globale attraverso la cooperazione internazionale, sostenendo la creazione di sistemi alimentari sostenibili e resilienti attraverso i nostri investimenti nei Paesi partner. Stiamo inoltre mobilitando aiuti umanitari e sostegno alle persone più colpite dalla crisi, in collaborazione con i nostri Stati membri. Sebbene la disponibilità di cibo non sia attualmente in gioco nell’Ue, l’accessibilità alimentare sta diventando una preoccupazione crescente per molte famiglie. Oggi, oltre 36 milioni di persone nell’Unione non possono permettersi un pasto sano a giorni alterni. Se vogliamo realizzare un sistema alimentare sostenibile e migliorare la sicurezza alimentare, dobbiamo sfruttare al meglio il nostro cibo e le risorse che ne derivano».
Da qui la strategia varata dalla Commissione europea, ovvero “dal produttore alla tavola”: «Ci fornisce una chiara direzione per eliminare le perdite e gli sprechi alimentari dal nostro sistema alimentare – sottolinea la commissaria europea salute e la sicurezza alimentare -. Stiamo ora preparando la prima legislazione europea in assoluto per fissare obiettivi vincolanti di riduzione degli sprechi alimentari. In questo modo intensificheremo le azioni di prevenzione degli sprechi alimentari sul campo e aumenteremo il contributo dell’Ue all’obiettivo globale di dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030».
IN ITALIA 67 CHILOGRAMMI DI CIBO BUTTATO, MA GLI ITALIANI TAGLIERANNO GLI SPRECHI

Anche in Italia lo spreco alimentare è molto presente, considerando che secondo un’analisi di Coldiretti su dati Onu, nelle nostre case si gettano – annualmente in media – circa 67 chilogrammi di cibo per abitante. Ma questo non è il dato peggiore, visto che gli abitanti dell’Arabia Saudita buttano 105 chilogrammi di prodotti alimentari, gli australiani ne buttano 102 chilogrammi e i messicani 94 chilogrammi. I meno spreconi invece sono i russi, con 33 chilogrammi di cibo cestinato, i sudafricani con 40 chilogrammi e gli indiani con 50 chilogrammi. Inoltre, facendo un raffronto all’interno dell’Unione europea, i cittadini italiani sono più virtuosi dei cugini d’oltralpe, i francesi, che sprecano 85 chilogrammi di alimenti ciascuno, mentre i tedeschi ne gettano 75 chilogrammi e gli inglesi 77 chilogrammi. Ma gli italiani metteranno riparo a questo fenomeno: «Più di un italiano su 3 (35%) – denota la Coldiretti, facendo riferimento ai dati Coop sui comportamenti adottati nei prossimi 6-12 mesi – taglierà gli sprechi nei prossimi mesi, adottando a casa soluzioni per salvare il cibo e recuperare quello che resta a tavola con una svolta green spinta dall’inflazione e dai rincari delle bollette. Il carovita scatenato dalla crisi energetica e dalla guerra in Ucraina spinge dunque i cittadini – sottolinea l’associazione – ad adottare comportamenti responsabili per salvare i bilanci, anche se il problema dello spreco resta rilevante».
Ma, guardando alla situazione mondiale, la situazione non è confortante: «Ogni anno nel mondo – denuncia Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, basandosi sui dati Onu – viene sprecato complessivamente quasi un miliardo di tonnellate di cibo, pari al 17% di tutto quello prodotto, con un impatto devastante sull’ambiente e sul clima, oltre che su un’economia già duramente colpita dall’emergenza Covid. Lo dello spreco alimentare è un problema drammatico, dal punto di vista etico oltre che economico, contro il quale Coldiretti è impegnata da anni in un’opera di sensibilizzazione dei consumatori attraverso il progetto dei mercati di Campagna Amica per il contenimento degli sprechi con la più grande rete delle fattorie e dei mercati a chilometri zero, che riduce le distanze ed i tempi di trasporto e garantisce maggiore freschezza e tempi più lunghi di conservazione degli alimenti».