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“La Passione di Gesù continua nei perseguitati a causa della fede”

"Ma è anche vero - sottolinea don Massimo Di Lullo - che per noi la croce non è l’ultima parola e allora, anche attraverso questa croce, noi vediamo oltre al Venerdì santo la Domenica di risurrezione con i germogli di vita nuova. Non solo la risurrezione di Gesù, ma di ogni passione in sé"

Lo ha affermato ieri sera don Massimo Di Lullo nella Veglia di preghiera per i missionari martiri

Don Massimo Di Lullo, direttore dell'Ufficio missionario diocesano, introduce la veglia di preghiera

Secondo i dati raccolti dall’Agenzia Fides, l’Agenzia delle Pontificie opere missionarie, nel 2021 sono stati uccisi nel mondo 22 missionari: 13 sacerdoti, 1 religioso, 2 religiose, 6 laici. Il numero più alto di vittime è stato registrato in Africa, dove sono stati uccisi 11 missionari (7 sacerdoti, 2 religiose, 2 laici).  Segue l’America con 7 missionari uccisi (4 sacerdoti, 1 religioso, 2 laici) quindi l’Asia, dove sono stati uccisi 3 missionari (1 sacerdote, 2 laici), e l’Europa, dove è stato ucciso 1 sacerdote. Negli ultimi anni sono l’Africa e l’America ad alternarsi al primo posto di questa tragica classifica. Dal 2000 al 2020, invece, secondo i dati Fides, sono stati uccisi nel mondo 536 missionari.

La croce posta al centro dell’altare

Tutti costoro, in particolare quelli uccisi nell’ultimo anno, sono stati ricordati ieri sera nella Veglia di preghiera diocesana per i missionari martiri, che si è svolta nella chiesa di Santa Lucia a Pescara alla vigilia dell’odierna Giornata dei missionari martiri. Era infatti il 24 marzo 1980, quando l’allora arcivescovo di San Salvador monsignor Óscar Arnulfo Romero y Galdámez venne ucciso da un colpo di fucile esploso mentre celebrava la santa messa, dando origine a questa giornata di preghiera.

Durante la liturgia, presieduta dal direttore dell’Ufficio Missionario diocesano don Massimo Di Lullo, i nomi dei missionari martiri uccisi nel 2021 sono stati ricordati proiettando la loro foto e ricordando i rispettivi nomi e le circostanze della loro morte. In Nigeria, tra gli altri, ha perso la vita Don Alphonsus Bello: ucciso la notte del 20 maggio 2021, quando un gruppo di uomini armati ha assalito la parrocchia di St. Vincent Ferrer a Malunfashi, nello Stato di Katsina, e lo ha rapito insieme ad un altro sacerdote. Il suo corpo senza vita è stato trovato la mattina del giorno dopo. In Venezuela Fratel Luigi Manganiello, religioso dei Lasalliani, è stato colpito violentemente dai ladri che aveva scoperto mentre stavano rubando nei locali della scuola di Barquisimeto, la notte tra il 5 e il 6 gennaio 2021. Nelle Filippine, la sera del 24 gennaio 2021, uomini armati hanno ucciso don Rene Bayang Regalado mentre stava rientrando al Seminario San Giovanni XXIII nel villaggio di Patpat, provincia di Bukidnon, sull’isola di Mindanao, sparandogli diversi colpi di pistola alla testa. In Europa Padre Olivier Maire, Superiore provinciale della Compagnia di Maria (Monfortani), è stato assassinato il 9 agosto 2021, nella casa provinciale di Saint Laurent sur Sèvre, in Francia, da un cittadino ruandese che ospitava da tempo nella comunità e di cui si prendeva cura.

Per tutti loro è stata intronizzata la croce al centro dell’altare, al di sopra della quale ogni partecipante ha apposto la propria preghiera: «Portiamo nel cuore i tanti fratelli e sorelle che, nel mondo, soffrono per la fede – afferma don Massimo Di Lullo, aprendo la celebrazione -. Sono tante le Chiese che vengono perseguitate».

I partecipanti alla veglia di preghiera nella chiesa di Santa Lucia a Pescara

In seguito, un pensiero è stato inevitabilmente rivolto alle vittime della guerra in corso tra Russia e Ucraina, ma non solo: «Portiamo nel cuore le immagini, che entrano nelle nostre case, della sofferenza di un popolo intero che e di altri popoli che vivono la guerra, fisicamente un po’ più lontani da noi, ma non lontani attraverso la nostra preghiera, il nostro affetto e la nostra vicinanza».

Da qui la scelta di mettere la croce al centro: «Pensiamo che la passione di Gesù – osserva il direttore dell’Ufficio missionario diocesano – si completa nella storia attraverso la passione di tutti coloro che cercano di vivere il Vangelo, soprattutto nelle zone dove non c’è la libertà di farlo e quindi soffrono persecuzioni. È la passione di Gesù stesso che continua. Ma è anche vero che per noi la croce non è l’ultima parola e allora, anche attraverso questa croce, noi vediamo oltre al Venerdì santo la Domenica di risurrezione con i germogli di vita nuova. Non solo la risurrezione di Gesù, ma di ogni passione in sé».

About Davide De Amicis (4613 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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