Ciattè d’oro a don Palmerino Di Sciascio
"Devo dire grazie a nome della diocesi e della parrocchia della Madonna del Rosario a don Palmerino – riconosce l'arcivescovo Valentinetti –, che della stessa è stato il fondatore, avendola fatta diventare un polo attrattivo per tutto il quartiere"

Ieri, giorno della festa di San Cetteo patrono di Pescara e della sua arcidiocesi, c’era anche don Palmerino Di Sciascio, parroco per 56 anni e fondatore della chiesa della Beata Vergine Maria del Rosario di Pescara, tra i 12 pescaresi illustri che a seguito dei loro meriti sono stati insigniti delle benemerenze civiche del Ciattè e del delfino d’oro, in una sala consiliare del Comune di Pescara gremita da autorità e cittadini.
In particolare al sacerdote novantaquattrenne, che lo scorso 29 giugno ha celebrato i 70 anni di sacerdozio, è stato assegnato il Ciattè d’oro con una specifica motivazione individuata dalla commissione dei saggi ai quali l’amministrazione comunale affida la selezione dei premiati: «Ha inteso il sacerdozio – si legge nella motivazione – non solo come missione religiosa, ma anche come condivisione della quotidianità con un’intera comunità alla quale non ha mai fatto mancare il conforto cristiano, la vicinanza, il senso di umanità, l’insegnamento ai bambini e agli studenti. Con la parola e con l’esempio ha saputo trasmettere i valori a diverse generazioni di pescaresi che nella Madonna del Rosario hanno visto e trovato molto più di un luogo fisico per la fede, perché ne ha fatto un autentico punto di riferimento per l’incontro, la socializzazione e la crescita».
A consegnare la benemerenza civica a don Palmerino, accompagnato dalla nipote Donatella Di Sciascio, oltre al sindaco e al presidente del Consiglio Comunale Carlo Masci e Marcello Antonelli, c’era anche l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti: «Devo dire grazie a nome della diocesi e della parrocchia della Madonna del Rosario a don Palmerino – riconosce il presule –, che della stessa è stato il fondatore, avendola fatta diventare un polo attrattivo per tutto il quartiere. Inoltre, è stato un punto di riferimento per i suoi studi in diritto canonico che l’hanno visto diventare avvocato rotale e referente rotale del Tribunale ecclesiastico regionale di Chieti. Ho avuto la fortuna di averlo come compagno d’avventura per un quinquennio alla Commissione presbiterale nazionale, io passavo a Pescara e lo caricavo in macchina, è stato un godimento condividere questo cammino. Ad multos annos».
E lo stesso anziano presbitero, nonostante gli acciacchi dell’età, non ha voluto mancare di intervenire in prima persona ritirando il premio: «Ricordo questa parrocchia tanto bella e piacevole – sottolinea l’ex storico parroco – e ringrazio i collaboratori con cui abbiamo creato una realtà vitale anche più importante del Comune!».
E alla fine don Palmerino ha dispensato anche un consiglio ai suoi colleghi più giovani: «Fare il parroco in maniera obiettiva – conclude – non è cosa facile, avendo a che fare con tante persone diverse, ci vuole molta prudenza e attenzione».