Un concerto per celebrare i 20 anni della Corale di Cerratina
"Noi portiamo il messaggio di cantare sempre - sottolinea Vincenzo Di Nicolantonio, direttore della Corale “Poco meno degli angeli” -. Il corista ogni volta che chiude gli occhi non lo fa perché vuole allontanarsi o vuole escludere l’ascoltatore, ma lo fa perché chiede all’ascoltatore di immergersi con lui anche se all’inizio si ha paura perché c’è il buio, ma è proprio nel profondo che si vedono le cose più belle"

Ha compiuto 20 anni la Corale “Poco meno degli angeli” della parrocchia di San Nicola vescovo a Cerratina (Pianella). Un compleanno che i 65 coristi, accompagnati da 15 orchestrali, hanno voluto festeggiare domenica scorsa regalando a loro e ai loro concittadini un concerto dal titolo “Questo io credo”, ospitato dalla loro stessa parrocchia dove questo sogno ha avuto inizio: «Il coro esisteva anche prima – premette Vincenzo Di Nicolantonio, direttore della corale -, ma poi i responsabili e i musicisti di allora hanno inserito me ed altri e da allora portiamo avanti questo progetto, che custodiamo come un tesoro».
Un tesoro che la comunità di Cerratina non ha tenuto solo per sé, ma che ha condiviso nel tempo con l’intera comunità diocesana: «Abbiamo puntato fortemente sull’evangelizzazione – racconta Di Nicolantonio -, rendendo la Corale un punto d’incontro per tante persone di diversa estrazione, fissando come nostro obiettivo quello di portare un messaggio di solidarietà e speranza a tante realtà sociali, com’è stato per il nostro concerto al Ceis o nel Carcere di San Donato a Pescara. E poi ancora tante altre esperienze che ci hanno formato e segnato nel profondo».
Un messaggio che i coristi hanno espresso ed esprimono attraverso il loro canto: «Noi portiamo il messaggio di cantare sempre – sottolinea il direttore della Corale “Poco meno degli angeli” -. Il corista ogni volta che chiude gli occhi non lo fa perché vuole allontanarsi o vuole escludere l’ascoltatore, ma lo fa perché chiede all’ascoltatore di immergersi con lui anche se all’inizio si ha paura perché c’è il buio, ma è proprio nel profondo che si vedono le cose più belle».
Cose più belle tra cui annoverare la stessa reunion del ventennale, con la corale che ha proposto un repertorio di tredici brani che hanno contraddistinto maggiormente il suo impegno in questi primi vent’anni di concerti (Sia lode all’Agnello, Riceverò il tuo amore, Parola d’amore, Santo Spirito, Lui verrà e ti salverà, Stai con me, O Dio Tu sei il mio Dio, Gesù e la samaritana, Apri i miei occhi, Sono qui a lodarti, Io vedo il Re, Lode al nome tuo, Questo io credo), introdotti dallo strumentale The sacred romance. Un concerto, “Questo io credo”, che ha richiesto sei medi di prove con i coristi accompagnati da Marco Di Marzio al basso, Mirko Minetti alla batteria, Alessandro Panzone alla chitarra, Andrea Michaelides al flauto traverso, Luca Di Battista alle percussioni, Paolo Catone al pianoforte, Manuel Trabucco al sassofono, Giovanni Ciaffarini alla viola, Claudia Giovannoli, Silvia D’Annunzio, Matteo Freno e Cecilia Grifone al violino, oltre a Federico Orlano al violoncello. Orchestrali che hanno sapientemente riprodotto gli arrangiamenti di Paolo Catone e le trascrizioni di Angelo Trabucco.
Tutto questo per affermare “Questo io credo”: «Al di là della fede – osserva Vincenzo Di Nicolantonio -, con questo tema ho pensato che Dio non voglia un posto in prima fila, che a Lui non interessi se siamo credenti, quanto piuttosto se siamo credibili guardando l’essenziale, le piccole cose. Aprire le ali e volare anche se si cade, per poi rialzarsi».
Ma qual è il segreto che tiene uniti i 65 coristi, nonostante ognuno di essi debba far fronte ai numerosi impegni della vita familiare e lavorativa?: «Essere un cuor solo e un’anima sola e avere fiducia – rivela Di Nicolantonio – che nel canto a più voci, nella coralità armonizzata, faccio trasmettere preferendo non dividere le sezioni, affinché ognuna sia spalla dell’altra e ognuno sappia cosa faccia l’altra. Non a caso, armonizzare vuol dire impostare linee melodiche in senso verticale, in modo che stiano bene insieme».
L’armonia, a fine concerto, è stata impeccabile ed è stata riconosciuta dal folto pubblico che ha gremito la parrocchia di San Nicola vescovo, a partire dal primo supporter ovvero il parroco: «Il cristiano – sottolinea don Elia Tringolo – non è un navigatore solitario, ma uno che affronta l’avventura dell’esistenza insieme agli altri. Nel dire la propria fede, la nostra Corale ha provato ancora la libertà di annunciare col canto e con la vita le ragioni e la bellezza dell’incontro con Gesù. Ed è stata sinfonia vera, di anima e di cuore. Il mio augurio è che ora possiamo ritrovarci fra cinque anni, in occasione del venticinquennale, per ricordare, lodare il Signore e ringraziarlo per tutto questo. Sarebbe un’occasione ideale per rafforzare, ancora una volta, la nostra fraternità, la nostra unità nello Spirito Santo che abbiamo cantato e pregato questa sera».
Ma la Corale “Poco meno degli angeli” guarda ad un orizzonte temporale molto più ampio: «Speriamo di andare avanti con il coro per altri 100 anni – auspica il direttore Di Nicolantonio -. Nel futuro prossimo, vorremmo fare altri concerti proseguendo con le nostre prove settimanali che, ormai, sono diventate un appuntamento fisso e importante per ognuno. Continueremo a cantare, il canto non avrà mai fine. Cantare sempre e comunque, ogni volta, anche quando la forza sembrerà non avere la forza per emettere un suono».
E incoraggiati da questa bella esperienza Vincenzo Di Nicolantonio e Alessandro Panzone, insieme a tanti amici e colleghi, hanno fondato l’Accademia musicale Città di Pianella. Una scuola di canto e musica che va avanti da nove anni, consentendo a tanti aspiranti cantanti e musicisti di crescere e imparare in un ambiente sereno, professionale e allo stesso tempo familiare, seguiti da un’equipe di professionisti appassionati: un fiore all’occhiello per la città di Pianella.