On the road: “Anche a Pescara l’accattonaggio diventa sfruttamento”
"Oggi - premette Fabio Sorgoni, responsabile Area Tratta di On the road - lo sfruttamento lavorativo e quello dell’accattonaggio sono due facce della stessa medaglia. La vendita di oggetti in strada come fazzoletti, fiori, ombrelli o le esibizioni artistiche sono spesso organizzate da sfruttatori che assegnano posti da presidiare e la merce da vendere. Abbiamo visto caporali accompagnare i mendicanti nei luoghi preposti e andare a riprenderli

È per lo più un gruppo di rumeni di etnia rom a gestire lo sfruttamento lavorativo di persone nell’accattonaggio a Pescara. Il dato è emerso ieri nel secondo e ultimo giorno del convegno nazionale “Le mani sporche. Lo sfruttamento dei migranti nel lavoro e nell’accattonaggio forzato”, promosso e organizzato dall’associazione On the road all’Aurum, che ha approfondito una tipologia di tratta ancora poco conosciuta e difficile da rilevare tanto in Italia, quanto nella città adriatica: «Oggi – premette Fabio Sorgoni, responsabile Area Tratta di On the road – lo sfruttamento lavorativo e quello dell’accattonaggio sono due facce della stessa medaglia. La vendita di oggetti in strada come fazzoletti, fiori, ombrelli o le esibizioni artistiche, è spesso organizzata da sfruttatori che assegnano posti da presidiare e la merce da vendere. Abbiamo visto caporali accompagnare i mendicanti nei luoghi preposti e andare a riprenderli».
A Pescara il fenomeno è monitorato dagli operatori del Centro polifunzionale Train de vie dell’associazione On the road che, attraverso lo sportello di ascolto, il servizio docce, l’ambulatorio medico, i laboratori creativi e il servizio di consulenza legale, riesce a captare i segnali di disagio dei circa 80-100 utenti che lo frequentano ogni giorno. Una svolta ulteriore è stata poi impressa dal progetto Servizi di prossimità, condotto in collaborazione con la Fondazione Caritas dell’arcidiocesi di Pescara-Penne dal settembre 2016 all’aprile 2017, con l’unità di strada congiunta che ha individuato 250 persone in marginalità estrema, di cui il 40% rumeni di etnia rom dediti proprio all’elemosina.
I rumeni del nord, ad esempio, praticano l’accattonaggio come suonatori. Si posizionano nelle vie del centro città, nascondendosi dietro le centraline elettriche per essere visibili dai passanti, ma non dai negozianti che altrimenti li caccerebbero: «Abbiamo rilevato – racconta Luana Lamelza, operatrice di On the road – tre casi di sfruttamento nell’accattonaggio che, a volte, si sovrappone alla prostituzione. Abbiamo visto donne che, oltre a prostituirsi, chiedevano l’elemosina».
E l’accattonaggio richiede di rivedere le strategie di intervento: «Servono – osserva Vincenzo Castelli, presidente di On the road – forme di accoglienza semiresidenziale e residenziale leggera, con appartamenti di 2-3 persone, per accogliere queste persone inclini all’autonomia. Infine, cercheremo di salvare le persone dallo sfruttamento avviandoli a imprese di strada, come quelle da ambulanti».
Tra l’altro da domani partirà il progetto Asimmetrie 2, che vedrà On the road e Caritas diocesana di Pescara-Penne ancora partner: «In particolare la Caritas – conclude Sorgoni – rafforzerà il nostro servizio sul territorio, ampliando l’unità di strada e aprendo due centri di accoglienza per vittime di tratta».