Difficoltà economiche? “Non isolatevi e chiedete aiuto ai Servizi sociali”
"Ogni due settimane - spiega Ottavio De Martinis, assessore comunale alle Politiche sociali - il tavolo del Pis, formato dai referenti di parrocchie e associazioni e dagli assistenti sociali dell’Azienda speciale, si riunisce esaminando i vari casi che ci vengono sottoposti e prendendoli in carico attraverso gli appositi finanziamenti presenti in bilancio"
Forse l’atmosfera natalizia, con le sue luci a festa e le sue tavolate che riuniscono la famiglia a cui troppo si dovrebbe spiegare, ha rappresentato un ostacolo insormontabile per la giovane trentaseienne morta suicida nel giorno dell’antivigilia di Natale, presso la sua abitazione di Montesilvano, a causa delle troppe bollette e dei troppi pagamenti da saldare.
Una decisione, quella di farla finita, presa nella più totale solitudine che, probabilmente, insieme alla crisi economica e al disagio sociale rappresenta uno dei fattori che aumenta la disperazione di un individuo, fino a ritenere di non avere altra scelta che togliersi la vita.
Sì perché quella giovane donna, in una Montesilvano in crisi dal territorio più che mai segnato da un’elevata domanda di lavoro inversamente proporzionale alle poche imprese presenti, avrebbe potuto salvarsi se solo avesse avuto il coraggio di chiedere aiuto: «In questi casi – si appella don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne – non bisogna chiudersi e non bisogna sentirsi soli, perché c’è sempre qualcuno pronto a tendere la mano».
E a Montesilvano, così come avviene anche nella vicinissima Pescara fin dal 2005, quel qualcuno è addirittura una rete che riunisce istituzioni e associazioni di volontariato alleate nel contrasto del disagio sociale ed economico. Si tratta del Pis, il Pronto intervento sociale, che nella quarta città d’Abruzzo vede lavorare in sinergia l’amministrazione comunale, la Caritas diocesana (operativa sul territorio attraverso i suoi otto centri di ascolto parrocchiali), la Croce rossa italiana e il Gruppo volontario vincenziano dal 2013: «Ogni due settimane – spiega Ottavio De Martinis, assessore comunale alle Politiche sociali – il tavolo del Pis, formato dai referenti di parrocchie e associazioni e dagli assistenti sociali dell’Azienda speciale, si riunisce esaminando i vari casi che ci vengono sottoposti e prendendoli in carico attraverso gli appositi finanziamenti presenti in bilancio».
In questo contesto, un ruolo importante è giocato proprio dalle parrocchie che, nel rispetto della privacy, raccolgono e soddisfano anche da sole numerose richieste d’aiuto quando giungono: «Ma purtroppo – lamenta don Marco -, troppo spesso la paura ha la meglio, spingendo le persone a portare questo peso da sole. Molte volte queste problematiche non vengono rivelate per vergogna o per pudore, ma invitiamo i cittadini in difficoltà a farsi avanti altrimenti sarà impossibile aiutarli».