"Uno dei fattori maggiormente traumatici - afferma suor Veronica - è stato l’abbandono della routine. Si permetta loro di ritrovare il “solito posto” per reintegrare così la perduta “normalità”
"I dati del Rapporto - spiega Alessandro Rosina, tra i curatori della ricerca - mostrano come la felicità sia rafforzata dal sentirsi attivi, dal fare, dal vedere il proprio tempo utilmente impiegato; non al reddito e al benessere economico, ma soprattutto alla produzione di senso e al riconoscimento sociale che si ottengono attraverso il proprio agire"
Sul tema della sanità pubblica, i vescovi della Cei hanno espresso 'grande preoccupazione': "Sta scivolando – denotano - verso una sanità di élite che rischia di lasciare indietro chi non ha possibilità economiche e dunque è costretto a non curarsi. Allo stesso tempo, è stato rilevato il pericolo di un nuovo assistenzialismo che sembra tamponare le emergenze, ma che non risolve i problemi alla radice"