In 500 da Pescara alla Veglia di preghiera per il Sinodo
"Dalle famiglie pescaresi - rileva don Cristiano Marcucci - si evince l’esigenza di accogliere tutte le situazioni che le famiglie vivono, come la questione omosessuale, quella di separati, divorziati, riaccompagnati e vedovi, le quali sono all'ordine del giorno richiedono un’attenzione importante da parte della Chiesa"

Sarà composta indicativamente da 500 persone, tra componenti dell’Ufficio diocesano di Pastorale familiare, movimenti ecclesiali e semplici fedeli, la delegazione pescarese che sabato 3 ottobre sarà in piazza San Pietro per partecipare alla Veglia di preghiera con Papa Francesco in occasione dell’apertura del Sinodo straordinario sulla famiglia.
In particolare, la Pastorale familiare sta predisponendo dei pullman sui quali è possibile prenotare un posto compilando l’apposita scheda d’iscrizione, reperibile sul sito diocesano unitamente al programma completo della giornata: «Il nostro ufficio – precisa don Cristiano Marcucci, direttore della Pastorale familiare diocesana – sta organizzando dei pullman più che altro per chi non avrà la possibilità di raggiungere Roma autonomamente, come potranno tranquillamente fare i movimenti e le associazioni organizzate».
Sarà dunque una presenza importante, quella delle famiglie pescaresi alla Veglia di preghiera che avrà inizio alle ore 18: «È la nostra risposta – spiega don Cristiano – all’appello di Papa Francesco, che ha convocato tutte le famiglie alla Veglia in vista dell’apertura del Sinodo il giorno seguente».
Del resto, come tutte le diocesi, anche quella pescarese ha risposto ai quesiti preparatori inviati dalla Segreteria del Sinodo, per conoscere anche l’opinione della Chiese locali sui delicati temi affrontati: «Dalle risposte delle nostre famiglie – racconta il sacerdote pescarese – emerge una grande eterogeneità e una volontà di cambiamento, perché la società mondiale e occidentale è cambiata e richiede risposte diverse. Non a caso, il Sinodo non si rivolge alle sole famiglie cristiane ma a tutte le famiglie».
Un Sinodo chiamato a rilanciare la famiglia, non solo dal punto di vista meramente sacramentale: «In questo caso – sottolinea don Cristiano Marcucci – si valorizza il valore della famiglia in assoluto, riconoscendone l’importanza da un punto di vista sociale, culturale e del welfare. Ma un segno importante, lasciato dal Sinodo, è stato già quello di aver voluto ascoltare le famiglie partendo dal basso».
E nell’ambito di un percorso di accompagnamento completo, che la Pastorale familiare pescarese dedica anche ai contesti più familiari più fragili si evince un’esigenza particolare: «Quella di accogliere – rileva il direttore della Pastorale familiare pescarese – tutte le situazioni che le famiglie vivono, come la questione omosessuale, quella di separati, divorziati, riaccompagnati e vedovi, le quali sono all’ordine del giorno richiedono un’attenzione importante da parte della Chiesa».
Insomma, a partire dal Sinodo, la parola d’ordine è più che mai accoglienza: «Le persone – conclude don Cristiano Marcucci – vanno accolte per quello che vivono e che riescono a fare. Per questo, l’auspicio è che la Chiesa diventi sempre più casa di accoglienza e misericordia che accolga tutti, nessuno escluso».