Un appello per tornare ad aiutare i ragazzi
Un appello con 14 punti per tornare ad accompagnare bambini e adolescenti: dall’istituzione di un dipartimento interno al Consiglio dei Ministri responsabile delle scelte strategiche e politiche che incidono sulla vita dei bambini, alla disposizione di maggiori fondi per la loro tutela, alla predisposizione di un sistema centrale in grado di coordinare efficacemente la lotta al bullismo, o il riconoscimento della cittadinanza a tutti i bambini nati in Italia e la tutela dei minori extracomunitari non accompagnati e la lotta alla spettacolarizzazione di casi relativi a minori da parte dei media.
Lo ha lanciato, in occasione dell’odierna Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Telefono Azzurro, l’associazione che da più di 25 anni ascolta e gestisce le richieste di aiuto dei minori. L’appello, indirizzato alle istituzioni del Paese, parte dal presupposto che la situazione dei bambini e degli adolescenti in Italia desta ancora oggi grandissima preoccupazione, a partire dal rischio di povertà ed esclusione sociale per i bambini e gli adolescenti che vivono in famiglie con tre o più minorenni: «Nonostante il diritto all’istruzione, alla salute e al benessere dei bambini e degli adolescenti debbano rappresentare una priorità ed entrare con forza nell’agenda del governo, in questi ultimi anni – denuncia l’associazione – il Fondo per le politiche sociali è stato costantemente definanziato. Lo stesso Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, finanziato annualmente dalla Legge di stabilità, ha visto ridursi negli anni la sua dotazione, passando da 40 milioni di euro per il 2012 a 28,7 milioni in quella attualmente all’esame del Parlamento».
Nello stesso tempo, Telefono Azzurro segnala il taglio del 50% del finanziamento all’unico servizio di emergenza per l’infanzia e l’adolescenza esistente in Italia, ovvero il 114 Emergenza Infanzia, affidato in gestione a Telefono Azzurro. Risorse assolutamente insufficienti per assicurare un servizio chiamato a rispondere 24 ore su 24, 7 giorni su 7, coordinando il proprio lavoro con quello dei servizi e delle istituzioni preposte alla tutela dei minorenni e che negli ultimi dieci anni, dati al 30 settembre 2013, ha gestito oltre 15.168 casi.