Un francobollo per andare oltre le sbarre

«Ho visto dei paesaggi che non conoscevo, ho approfondito la conoscenza sui Papi e ho fatto un relazione contro il fumo». È questo l’entusiastico racconto di Emanuele, un detenuto del carcere pescarese di San Donato, che attraverso lo studio dei francobolli è riuscito e riesce ad oltrepassare le sbarre della sua cella, assaporando la libertà: «Grazie ad un francobollo – ha aggiunto il giovane Mario, un altro detenuto – sono riuscito a scrivere una relazione contro la droga».
Insieme a loro, possono fare altrettanto dieci fra i detenuti del Carcere di San Donato di Pescara che, da circa 4 mesi, studiano i francobolli italiani ampliando la propria cultura, grazie al progetto formativo-culturale “Filatelia nelle carceri”, sviluppato da Poste italiane in collaborazione con i Ministeri della giustizia e dello sviluppo economico, la Federazione delle società filateliche italiane e l’Unione stampa filatelica italiana. Tra l’altro, la casa circondariale pescarese è proprio la prima in Italia ad attuare il progetto: «All’inizio – ha spiegato Franco Pettinelli, direttore del Carcere di San Donato – il coinvolgimento dei detenuti in questo progetto, era più che altro un modo per toglierli dall’ozio, ma successivamente il tutto ha assunto una grande valenza educativa, dato che per ogni francobollo vengono condotte delle ricerche esposte in apposite bacheche tematiche».
Questa iniziativa, formalizzata da un protocollo d’intesa siglato il 12 febbraio scorso, rientra nell’ambito delle attività di promozione della filatelia: «Si tratta di un progetto ambizioso – ha sottolineato Marisa Giannini, responsabile Filatelia di Poste Italiane – volto alla riabilitazione dei detenuti mediante lo studio dei francobolli che, per la loro capacità di fotografare la realtà, richiamare la storia e ipotizzare il futuro, possono fungere da valido strumento per incoraggiare processi formativi di forte impatto culturale».
Anche l’Amministrazione Penitenziaria ha riconosciuto la validità del progetto: «Con queste iniziative – ha aggiunto Bruna Brunetti, provveditore regionale per l’Amministrazione Penitenziaria – ci sforziamo di restituire alla città il maggior numero di persone educate, facendo riacquisire loro i valori sociali».Entrando nel merito del progetto, i detenuti si avvicinano ai francobolli seguendo delle lezioni di filatelia: «I francobolli – ha raccontato Augusto Ferrara, esperto filatelico di fama e tutor dei detenuti – vengono divisi e studiati dai ragazzi in base alle aree tematiche, paesaggi, sport, castelli, personaggi, estrapolando poi le notizie ed inserendole in specifiche relazioni».