Sant’Andrea: una festa tra ricordo e solennità

Una festa solenne, ma soprattutto liberatoria per i pescatori ed i pescaresi tutti che si sono messi alle spalle i giorni interminabili del mancato dragaggio e della chiusura del porto. È questo lo spirito con cui si sta vivendo la festa di Sant’Andrea che, ieri mattina, ha vissuto il suo momento più suggestivo con la Santa Messa, presieduta dall’arcivescovo Valentinetti, seguita dalla processione in mare della statua del patrono dei pescatori.
Erano centinaia i fedeli che hanno gremito la chiesa di Sant’Andrea, senza però mai distogliere il pensiero dalla tragedia occorsa alla famiglia Di Giacomo, giovedì scorso a Città Sant’Angelo, con la quale l’arcivescovo di Pescara-Penne ha introdotto la liturgia:«Vogliamo iniziare questa celebrazione eucaristica – ha esordito il presule – pensando ai componenti della famiglia Di Giacomo, che purtroppo hanno perso i loro cari e vivono una situazione di dramma e di dolore. Noi li ricordiamo in questa Santa Messa e vogliamo esprimere a loro la nostra solidarietà».
Successivamente, monsignor Valentinetti nell’omelia è tornato a dedicare un pensiero alle vittime di Città Sant’Angelo, invocando preghiere su di loro e sui loro cari prima di riportare l’attenzione sulla festa: «Noi – ha riflettuto l’arcivescovo – siamo disposti a vivere la nostra vita cristiana nella logica della preghiera? Forse dovremmo riflettere un po’ di più su questo momento della vita cristiana. Ma ora ci apprestiamo a vivere la realtà della festa di Sant’Andrea con uno spirito di intercessione perché il Signore, attraverso l’intercessione dei santi, ascolti la nostra preghiera».
Al termine della messa il momento più emozionante, con la benedizione della statua del santo successivamente imbarcata sul motopeschereccio “Emily C” di proprietà dell’armatore Massimo Camplone, condottiero della marineria pescarese, che ha avuto l’onore di trasportare il santo aprendo la processione in mare, con la partecipazione di 40 motopescherecci i quali hanno levato l’ancora dal porto canale intorno alle 11, prima di navigare sull’intero litorale cittadino e gettare in mare due corone di fiori in onore delle storiche marinerie nord e sud.
Una terza corona di fiori, invece, è stata lanciata da una motovedetta della Guardia Costiera, dal Capitano di fregata Paolo Pavese e da Barbara Fradeani, moglie dello sfortunato pescatore Christian Dell’Osa deceduto l’anno scorso nell’inabissamento del peschereccio Vichingo II. Infine, il rientro in porto con la statua accolta dai contestati fuochi pirotecnici, sui quali è intervenuto il comitato feste:«Siamo rattristati – ha commentato Riccardo Padovano, organizzatore – per la disgrazia accaduta alla famiglia di Giacomo, che per molti anni ha curato i fuochi di Sant’Andrea e a cui siamo vicini, ma quando la macchina è in movimento deve continuare a camminare».