La crescita passa attraverso le relazioni industriali

Sindacalisti e manager insieme per progettare le relazioni industriali nel terzo millennio. È questo il non facile risultato e, al tempo stesso, la base di partenza per favorire il rilancio dell’economico e sociale italiano imbastita dal convegno dal tema, “Lavoratori ed imprese per governare il cambiamento”, ospitato ieri nella sala “Orofino” della sede pescarese di Confindustria: «Si tratta di un progetto comune – ha spiegato Luigi Di Giosaffatte, direttore generale di Confindustria Pescara – che per la prima volta viene realizzato attraverso un progetto di formazione congiunta tra i manager aziendali e gli esperti di diritto sindacale dell’area di Confindustria».
Un tema su cui si è riflettuto grazie alle esperienza di un manager e di un sindacalista di lungo corso, come lo sono rispettivamente Gustavo Bracco e Savino Pezzotta: «Attraverso il loro pensiero – ha precisato Raffaele Credidio, presidente regionale Aidp, l’associazione italiana per la direzione del personale – vogliamo gettare le basi per cambiare le relazioni industriali, partecipando alla crescita della nostra società incapace di credere in un futuro migliore».
E i due “saggi”, sanno bene da dove ripartire: «Oggi c’è la necessità di comprendere – ha sottolineato Savino Pezzotta, già segretario generale della Cisl – che il mondo è totalmente diverso rispetto ad un passato che non tornerà più. Occorre continuare a credere nella forza produttiva e lavorativa di questo Paese mentre altri elementi, come la finanza, hanno portato solo guai». Una scossa che deve giungere mediante l’attuazione di provvedimenti precisi: «Il governo Monti – ha aggiunto Pezzotta – ha sicuramente contenuto le difficoltà in un contesto che stava precipitando, ma un bravo chirurgo sa usare l’anestesia. Invece, le famiglie non ce la fanno più con questa austerità che ci sta strangolando: servono investimenti».
A maggior ragione, dovrebbero cambiare le relazioni industriali: «Quanto più – ha concluso Gustavo Bracco – consulente anziano delle Risorse Umane di Pirelli – i datori di lavoro e i lavoratori, dialogando, si avvicinano con pragmatismo alle esigenze dell’azienda e alle persone, tanto più sarà facile trovare soluzioni condivise per lo sviluppo».