Presentata la Relazione di sintesi, in cui sono stati inseriti "gli elementi principali emersi nel dialogo, nella preghiera e nel confronto che hanno caratterizzato questi giorni". Nei mesi che seguiranno le Conferenze episcopali e le Strutture gerarchiche delle Chiese orientali cattoliche, facendo da ponte tra le Chiese locali e la Segreteria Generale del Sinodo, assumeranno un ruolo di rilievo per lo sviluppo della riflessione. Infatti, partendo dalle convergenze raggiunte, dovranno «concentrarsi sulle questioni e sulle proposte più rilevanti e più urgenti, favorendone l’approfondimento teologico e pastorale e indicando le implicazioni canonistiche
"Questo documento – spiega il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, nell’introduzione – è frutto della sinodalità e nasce dalla consultazione del popolo di Dio, svoltasi nel primo anno di ascolto (la fase narrativa), strumento di riferimento per il prosieguo del Cammino che intende coinvolgere anche coloro che ne sono finora restati ai margini"
Per il Papa l'insegnamento va oltre il contenuto: "È un atto d’amore che illumina il cammino – sottolinea -, perché possiamo recuperare il senso della fraternità, per non ignorare i più vulnerabili. L’educatore è un testimone che non dona le sue conoscenze intellettuali, ma le sue convinzioni, il suo impegno vissuto"
"Davanti a questi dati e nel 75° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, la quale ha fatto da presupposto a un riscatto morale e sociale dell’Italia nel Dopoguerra – osserva don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana -, ricordiamo l’esortazione del Concilio Vaticano II alla libertà e alla dignità di ogni persona bisognosa “Non avvenga che si offra come dono di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia”. E ancora “Si eliminino non soltanto gli effetti ma anche le cause dei mali” (AA 8). Un ammonimento valido per l’oggi, perché non siano i poveri, gli ultimi, gli emarginati e gli indifesi a pagare il prezzo più alto della crisi"
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