Flaiano: l’ironia in un telegramma

“A sette anni sapevo fare un telegramma”. Da questa nota scritta lasciataci dal grande autore e sceneggiatore pescarese Ennio Flaiano è scaturita l’intuizione che ha portato alla nascita del Concorso nazionale “Ennio Flaiano per un telegramma”, indetto dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Pescara e giunto quest’anno alla sua terza edizione, che ieri ha premiato i suoi vincitori presso la sala consiliare del Comune di Pescara.
Il telegramma, uno strumento quasi passato in disuso eppure, per la sua brevità, ancora così attuale da poterlo paragonare all’immediatezza di un sms o di un tweet. Un concorso per questo aperto a tutti, a partire dagli studenti della scuole secondarie fino ad ogni singolo cittadino interessato a cimentarsi nell’elaborazione di un telegramma per le categorie condoglianze e congratulazioni: «A noi – ha spiegato Enrico Vaime, autore e sceneggiatore cinematografico e televisivo, nonché presidente del concorso – interessava far arrivare ancora il messaggio, l’ironia di Flaiano, la sua grande capacità di sintesi satirica ai giovani, al mondo della scuola dal quale abbiamo ricevuto un riscontro straordinario, che ci inorgoglisce».
I partecipanti hanno così potuto scrivere un telegramma per ogni categoria, fatto poi pervenire alla giuria tecnica presieduta dallo stesso Vaime, affiancato da Raffaele Nigro, Igino Creati, Roberto De Camillis, presidente del Consiglio Comunale, Fausto Di Nisio e Adele Caroli, vice presidenti del Consiglio Comunale, Licio Di Biase e Giovanni Di Iacovo, consiglieri comunali, Silvano Console e Franca Minnucci, segretaria del concorso, che li ha valutati selezionando una terna nuovamente votata dai visitatori delle locande di Pescara vecchia, quartiere natale di Flaiano, che hanno infine decretato i telegrammi e gli autori vincitori del premio di 600 euro.
Per la categoria condoglianze, con 77 voti, ha trionfato l’attualità pescarese con “Dragaggio venuto a mancare. Secche condoglianze alla marineria di Pescata tutta”, scritto dalla signora Albertina Andrietti, mentre per la categoria congratulazioni, con 63 voti, ha vinto l’amara ironia sul tema del fine vita con “Congratulazioni, caro Ennio, per aver scritto “La Dolce Vita”, autentico capolavoro. Oggi invece abbiamo serie difficoltà per buttar giù poche righe di Legge per “La Dolce Morte”, scritto da Roberto Agasucci, studente dell’Istituto “Marconi”.