Scout in prima linea nella Protezione Civile

Forse non tutti sapranno che gli scout sono una delle componenti più numerose e presenti del sistema nazionale di Protezione Civile, così ieri loro stessi lo hanno ricordato a tutti i pescaresi celebrando la “Giornata del Pensiero” a 156 anni dalla nascita del fondatore dello scoutismo, il generale inglese Robert Baden Powell. Così più di un migliaio di scout Agesci provenienti dalla zona provinciale di Pescara, ovvero da Montesilvano, Penne, Città Sant’Angelo, Cepagatti nonché dallo stesso capoluogo adriatico, di buon mattino si sono riuniti sul lungofiume nord, nel tratto compreso tra via Spalti del Re e l’incrocio con via Raffaele Paolucci interamente interdetto dal traffico grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale, vestiti di tutto punto con le loro divise tirate a lucido ed il fazzolettone d’ordinanza bene in vista.
Insomma, degli scout c’erano proprio tutte le fasce d’età rappresentate dai lupetti e dalle coccinelle, dagli 8 agli 11 anni, seguiti dagli esploratori e dalle guide, dagli 11 ai 16 anni, fino ad arrivare ai rovers ed alle scolte, dai 17 ai 21 anni. Ogni fascia d’età aveva il proprio compito e si è dovuta confrontare con i protagonisti principali del Sistema di Protezione Civile, quali i Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale dello Stato, la Guardia Costiera, la Croce Rossa Italiana e i volontari di Protezione Civile, dando vita ad un’esercitazione di Protezione Civile a tutti gli effetti: «La nostra – ha spiegato Andrea Di Giovanni, responsabile degli Scout Agesci per la zona di Pescara – non è un’associazione di primo intervento, ma organizzare una tendopoli aiutando le popolazione sfollate a gestire una situazione così complessa, come abbiamo fatto anche a L’Aquila dopo il sisma del 2009, rappresenta uno dei nostri compiti».
Dunque, dai più piccoli ai più grandi, tutti hanno avuto modo di misurarsi con le svariate criticità che un qualsiasi soccorritore potrebbe trovarsi a gestire: dal saper riconoscere un pericolo o la piena di un fiume, all’effettuazione di una chiamata di soccorso, dallo spegnimento di un fuoco attraverso un estintore simulato sotto la guida dei Vigili del Fuoco di Pescara, a cenni su come spegnere un incendio boschivo grazie al Corpo Forestale dello Stato, passando per il compimento di un primo soccorso sanitario simulato dalla Croce Rossa, fino ad arrivare all’allestimento di una mini tendopoli simulato nell’Arena del mare. Ma il tutto è stato introdotto dal ricordo di quella che è stata la più grande emergenza che ha colpito Pescara nella sua storia recente, l’alluvione del 1992: «I più piccoli – ha osservato Di Giovanni – sono rimasti molto colpiti in quanto non conoscevano i fatti, perché accaduti dieci anni prima della loro nascita: non bisogna perdere la memoria».
In chiusura delle giornata, dopo il pranzo al sacco consumato all’Arena del mare, gli scout pescaresi si sono incamminati attraverso il Ponte del mare giungendo nella parrocchia del Cuore Immacolato di Maria dove, alle ore 15, è stata concelebrata la Santa Messa dagli assistenti spirituali don Emilio Lonzi, don Vito Cantò e don Lucio Giacintucci. Infine, è stato proprio l’aver rivolto il pensiero a Baden Powell a non far smarrire il collegamento con la realtà e l’obiettivo formativo da perseguire: «Il generale inglese – ha concluso il responsabile scout dell’Agesci per la zona di Pescara – più di un secolo fa abbandonò la carriera militare, fondando lo scoutismo, per dedicarsi a quei tanti ragazzi del suo Paese che non studiavano e non lavoravano, che non facevano nulla. Oggi, purtroppo, osservando le statistiche e i dati sulla disoccupazione giovanile italiana, riviviamo un po’ le stesse caratteristiche presenti in Inghilterra nei primi anni del ‘900. Ora, quindi, pensare all’educazione dei giovani significa alzare la testa guardando verso il futuro, come ci ha insegnato Baden Powell, educando oggi per il domani con lungimiranza».