“Eccomi qua in mezzo a voi”

Per 26 anni don Giuseppe Natoli è stato abate della Cattedrale di San Cetteo, divenendo un punto di riferimento spirituale e culturale per i pescaresi, dai semplici cittadini alle figure più spiccate della politica e della finanza locale, ma ora prossimo al compimento dei 75 anni stabiliti dal diritto canonico il parroco di San Cetteo ha dovuto lasciare il suo posto, ieri sera, al suo successore don Francesco Santuccione, già parroco di San Luigi Gonzaga.
È stata infatti una cerimonia tanta solenne quanto carica di emozione quella che ieri sera ha presieduto l’arcivescovo di Pescara, monsignor Tommaso Valentinetti, che ha sancito l’insediamento del nuovo abate, avendo la Cattedrale anche il titolo di Abbazia: «Carissimo don Francesco – ha invocato il presule nell’omelia – il Signore ti accompagni, sia sempre davanti a te, dietro a te, accanto a te e ti conceda i frutti della sua grazia perché tu possa svolgere il tuo ministero di maestro e pastore in questa comunità che già aspetta le tue parole, i tuoi insegnamenti, le tue indicazioni per essere pronti a vivere il Vangelo di Gesù Cristo».
E don Francesco, ha risposto all’augurio, ringraziando ad uno ad uno i suoi predecessori fino a don Giuseppe Natoli, ricordato per la sua grande cultura: «Eccomi qua in mezzo a voi. – ha esordito il nuovo abate di San Cetteo, rivolgendosi ai fedeli – Cosa dobbiamo fare? Dare lode a Dio, volerci bene come Gesù ci ha insegnato e fare della Cattedrale una casa ed una scuola di cultura, sperando che da qui possano partire e tornare preti e laici per evangelizzare il mondo».
L’arcivescovo non ha invece potuto salutare e ringraziare proprio don Giuseppe Natoli, stranamente assente alla cerimonia, pare, a causa di un affaticamento. Don Natoli, assunse il prestigioso incarico nel 1986 per volere dell’allora arcivescovo di Pescara monsignor Antonio Iannucci, dopo essere stato ordinato sacerdote il 28 Giugno del 1964: «Appena ordinato – ha ricordato l’ormai ex abate di San Cetteo –, nel 1964, fui nominato subito segretario particolare dell’arcivescovo Iannucci, per poi divenire parroco a Torre de’ Passeri per 16 anni, continuando a collaborare con il vescovo sul sociale, fino alla nomina ad abate di San Cetteo».
E la Cattedrale era ed è sempre stato un punto di riferimento per i cittadini, ma anche per le istituzioni ed il mondo politico, al quale don Natoli non ha fatto mai mancare il proprio sostegno spirituale: «Con questo ambiente – ha spiegato il presbitero – ho sempre avuto un rapporto di collaborazione volto alla promozione dei valori civici e morali». Inoltre, don Giuseppe ha visto scrivere pagine memorabili della storia pescarese, presenziando alle inaugurazioni della nuova stazione ferroviaria di Pescara Centrale e dell’aeroporto. Nel 1986, dunque, l’arrivo in Cattedrale, in un quartiere complesso dove gli uffici hanno la meglio sui residenti.
Ma don Natoli ha saputo conquistare da subito la stima ed il rispetto della sua comunità parrocchiale, tornando a celebrare nello stesso anno la festa di San Cetteo dimenticata da quarant’anni. L’abate di San Cetteo era quindi noto per i suoi studi, in greco e latino, don Natoli è anche uno psicoterapeuta. Una specializzazione, quest’ultima, a cui dedicherà il resto della sua vita, chiuse le porte della Cattedrale: «Ora – ha auspicato don Giuseppe Natoli – curerò la fondazione “Clementina De Virgilis”, da me presieduta, per la cura dei giovani affetti da problemi psicologici, oltre che il centro per anziani e congressi “Villa Pace” da me voluto a Rosciano, dove sono cresciuto».