Palestina membro Onu? Per l’Europa si può fare

Ha molti sostenitori la richiesta ufficiale, espressa dalla Palestina, di aderire alle Nazioni Unite come membro a pieno titolo. A rilanciare questa proposta al Consiglio di sicurezza Onu è stata, da Strasburgo ieri pomeriggio, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa al termine del dibattito sulla cooperazione tra l’organismo a 47 e le democrazie emergenti nel mondo arabo. La sollecitazione, giunta attraverso la relazione pronunciata dal parlamentare monegasco del Ppe Jean Charles Gardetto, è stata rivolta soprattutto a Russia, Francia, Regno Unito, Bosnia-Erzegovina, Germania e Portogallo, membri del Consiglio d’Europa.
L’assemblea, infatti, ritiene che la stabilità dei Paesi arabi aspiranti alla democrazia, sarebbe notevolmente facilitata trovando una via d’uscita al conflitto che dura ormai da anni nella regione. L’appello, vuole essere rivolto specialmente ad israeliani e palestinesi affinché, approfittando dell’opportunità creata dalla “primavera araba“, riprendano subito i negoziati di pace: «Bisogna sollecitare – ha esortato Jean Charles Gardetto – le autorità di tutti i Paesi arabi limitrofi, coinvolti nel processo democratico, ad intensificare il dialogo col Consiglio d’Europa, che può mettere a loro disposizione la propria esperienza in materia di transizione democratica. Del resto la Convenzione europea dei diritti dell’uomo contiene tutte le soluzioni utili a risolvere i problemi attraverso il dialogo, ripudiando la violenza».
E, a detta del parlamentare europeo, per avviare un processo di democratizzazione reale occorrerebbe realizzare un primo obiettivo: «L’abolizione – auspica Gardetto – della pena di morte o, in attesa, l’applicazione di una moratoria sulle esecuzioni». L’Assemblea di Strasburgo, che in aggiunta ha invocato la liberazione di tutti i prigionieri politici, con riferimento particolare a chi ha lottato per la svolta democratica, si è congratulata con le forze di liberazione libiche
dichiarandosi a disposizione delle autorità di transizione che avessero bisogno di sostegno e aiuto. L’organismo europeo, infine, si è dedicato anche alla questione siriana richiedendo, a tutti i governi europei, di imporre sanzioni severe ed efficaci contro tutti coloro che hanno commesso atti di violenza contro la popolazione civile o li abbiano consentiti».
Ma al di là di tutto, il pensiero non può che tornare al martire che, mediante il suo sacrificio, ha innescato la svolta democratica: «Nel congratularci – ha concluso Gardetto – con tunisini ed egiziani per l’esito positivo delle rivolte non si può non rivolgere un pensiero e commosso a Mohammed Bouazizi, il cui gesto disperato ha scatenato la rivoluzione e, quindi, la primavera araba. Ed esprimere anche gratitudine a tutte le vittime della repressione che hanno sacrificato la vita battendosi per la democrazia”».