Festa dei Popoli 2011: il confronto

Mentre la politica nazionale ancora “litiga” sulle misure da intraprendere in materia di immigrazione in seguito all’emergenza sbarchi di Lampedusa, ieri e oggi a Pescara si sta rinnovando l’appuntamento con la seconda edizione della Festa dei Popoli, intitolata “Nel mondo: una sola famiglia umana”, la kermesse dell’integrazione fra popoli che, di questi tempi, vede il capoluogo adriatico apparire come un’autentica “oasi nel deserto”.
La manifestazione, organizzata dall’arcidiocesi di Pescara-Penne, quest’anno ha toccato anche Montesilvano, la quinta città d’Abruzzo e la più multietnica, con due eventi di promozione interculturale. Il primo, ieri mattina, ha coinvolto gli studenti dell’Istituto tecnico commerciale “Emilio Alessandrini” che hanno ospitato una festa interculturale, nella quale gli alunni stranieri hanno potuto farsi conoscere meglio dai loro compagni italiani, allestendo dei banchetti che esponevano i loro oggetti tipici, le loro tradizioni, usi e consumi: «Con questa festa – ha spiegato il professor Gianni Pagannone, preside dell’”Alessandrini” – abbiamo cercato di far capire ai nostri ragazzi che gli stranieri, arrivati nelle nostre scuole, non sono un problema ma una risorsa in quanto portatori di culture diverse, arricchenti».
Durante la mattinata, gli studenti hanno assistito dapprima ad uno spettacolo di percussioni e poi ad un’esibizione di
capoeira, l’arte marziale brasiliana ideata dai discendenti degli schiavi africani nati in Brasile. Ma gli alunni montesilvanesi hanno fatto di più prendendo parte, di recente, loro stessi ad un laboratorio interculturale di percussioni e capoeira: «L’obiettivo – ha sottolineato Valeria Pellicciaro, responsabile dell’ufficio Mondialità della Caritas pescarese – era giungere all’incontro fra culture, all’accettazione delle diversità altrui affinché portassero ad una bella convivenza».
Nel pomeriggio, inoltre, la sala consiliare del Comune di Montesilvano, ha ospitato il convegno “Immigrazione e mediterraneo: una sfida da accogliere?” con Oliviero Forti, responsabile dell’ufficio Immigrazione di Caritas Italiana. Quest’oggi invece, dalle ore 11, in piazza Salotto è in pieno svolgimento il gran finale con l’apertura degli stand etnici in rappresentanza di 16 popolazioni, dal Marocco alla Cina passando per Filippine e Brasile, e poi laboratori interculturali, preghiere ecumeniche e lo spettacolo serale con l’esibizione dei rappresentanti dei cinque continenti.