La suora al servizio dei migranti

Ha scelto di consacrarsi a Dio, dieci anni fa, per vivere in missione, al servizio di immigrati e bisognosi abbandonati a loro stessi. È questa la storia di Suor Rita Esposto, 44 anni e missionaria comboniana originaria di Foggia, da tre anni in servizio a Pescara presso l’arcidiocesi, dapprima come esperta di pastorale in alcune parrocchie cittadine e poi, da circa un anno e mezzo, a lavoro nella Caritas diocesana.
Un incarico, quest’ultimo, che ha svolto inizialmente formando gli operatori dei centri parrocchiali per poi, dallo scorso Ottobre, passare alla direzione dell’ufficio diocesano Migrantes, preposto al coordinamento delle attività di animazione sul territorio riguardo alle problematiche degli immigrati, registrate nelle parrocchie e nelle comunità, favorendo la loro integrazione.
Un incarico, di questi tempi, significativo ed assegnato ad una suora sicura di sé e per nulla intimorita dalla responsabilità affidatagli: «L’essere stata individuata per questo compito – spiega suor Rita Esposto –, per me, è stata una scelta azzeccata. Del resto, il fatto che l’ufficio Migrantes si occupi di pastorale e che io sia una religiosa, fa sì che io possa guidarlo efficacemente. E poi, essendo una donna, riesco ad affrontare tutto con una certa sensibilità».
E così, ogni giorno, suor Rita incontra gli immigrati in difficoltà, operando nel centro di ascolto Caritas di via Monti,
registrando le loro criticità ed orientandoli nelle future scelte di vita: «Si tratta di persone – descrive la suora – in attesa di permessi di soggiorno, di rifugiati politici o umanitari e, fra loro, molti cercano casa e cure mediche. I bisogni sono tanti ed io cerco di collegare i richiedenti agli enti pubblici preposti».
È una missione non facile quella di suor Rita, che però affronta forte dell’esperienza vissuta un anno, il 1995, negli Emirati Arabi a Dubai, dove ha insegnato in una scuola con 2.000 studenti di 47 nazionalità diverse, e i successivi dieci passati in Kenya, dove ha diretto un politecnico femminile nel quale le donne imparavano arti e mestieri aprendo anche attività in proprio, grazie a progetti di microcredito: «Se a Dubai – racconta la missionaria – ho conosciuto la varietà multiculturale e multireligiosa, in Kenya ho apprezzato la concretezza, la generosità e l’attaccamento alla vita di un popolo, nonostante viva in povertà estrema».
Queste due esperienze, hanno forgiato la personalità di suor Rita che ora capisce realmente cosa provi un immigrato appena arrivato nel nostro paese: «Oggi – ha concluso suor Rita Esposto – continuo a vivere l’Africa a Pescara, entrando nei problemi veri di queste persone che, appena arrivati, credono di risolvere, per poi deprimersi quando scoprono di essere isolati, trovando in noi l’unico punto di riferimento».