Anche in Abruzzo i migranti sbarcati a Lampedusa

Si ospiterà anche in Abruzzo una parte dei circa 6.000 migranti sbarcati, fino ad ora, a Lampedusa. È questa una decisione frutto delle promesse fatte dal Governo all’amministrazione comunale dell’isola, guidata dal sindaco Dino De Rubeis, la quale invoca a gran voce lo svuotamento l’immediato trasferimento dei profughi in luoghi più sicuri, fra i quali è inserita anche la nostra regione.
La notizia, è filtrata da fonti della Croce Rossa Italiana che ieri, attraverso la presenza del Commissario straordinarioFrancesco Rocca, ha compiuto un sopralluogo sull’isola praticamente al collasso. Da quest’ultimo, è infatti emerso chiaramente come il numero dei migranti abbia ormai raggiunto e superato quello dei 4.000 residenti lampedusani, esasperati da una presenza divenuta ormai insostenibile, talmente insostenibile da aver intrapreso proteste clamorose, come quella che ha impedito l’allestimento di una tendopoli sull’isola.
Dunque, è solo questione di ore ed i trasferimenti verso gli altri centri di accoglienza italiani e quindi abruzzesi, assicurati da ponti aerei e marittimi giornalieri, saranno realtà. In queste ore, verranno poi resi noti i dettagli organizzativi che regolamenteranno la predisposizione dei centri d’accoglienza in regione. Comunque, in attesa di conoscere quali saranno i luoghi destinati all’accoglienza e soprattutto per quanti numeri, è già possibile delineare i tre possibili scenari al vaglio delle autorità. I migranti, per lo più libici, potrebbero essere ospitati in caserme militari dismesse, negli alberghi sulla costa e, in ultima ipotesi, all’interno di tendopoli.
Fra le tre opzioni, ovviamente, quella delle caserme appare come il minore dei mali, mentre innescherebbe un fuoco di polemiche la scelta degli alberghi, ancora oberati dalla presenza dei terremotati aquilani, che peraltro vedrebbero compromessa l’imminente stagione estiva. Così come sarebbe difficilmente digeribile, da parte dei residenti di un qualsiasi comune abruzzese, ritrovarsi “in casa” una tendopoli ospitante decine di immigrati. Per le amministrazioni locali, i prossimi, saranno dunque giorni difficili, alle prese con un’emergenza umanitaria senza precedenti, conseguenza della grave crisi libica.