Shiny note, novità o minestra riscaldata?

Dopo aver parlato di Jumo.com il social network che si prefigge di riunire le organizzazioni che si occupano di beneficenza, eccoci a presentare un nuovo progetto che arriva con il nuovo anno e questa volta dall’Italia. Si chiama Shiny note e sarà operativo a partire dalla fine di gennaio.
Già ribattezzato da molti come il “Facebook del sociale”, il portale ha l’obiettivo di mettere in rete le tante associazioni, gli enti e le organizzazioni non-profit che lavorano per un mondo migliore. La piattaforma sarà quindi dedicata specificatamente al mondo del volontariato che in questo tempo di crisi in cui le attività da un lato sono più necessarie, dall’altra più difficoltose -le tariffe postali agevolate sono state annullate e una spedizione costa cinque volte più di prima; i contributi del 5 per mille sono stati cancellati azzerando, talvolta, i budget delle associazioni; sulla vendite per beneficenza i costi pesano in media fino al 30 per cento- lo potranno usare come luogo d’incontro per raccontare le storie più belle, per discutere e per aiutare progetti di pubblica utilità.
Gli organizzatori del progetto scommettono sulla velocità e sulla universalità di internet: considerando che il web è la vetrina più visitata del mondo dove si può fare ogni tipo di acquisto, dove si può visitare virtualmente ogni luogo della terra e dove si può perfino lavorare, perché non dovrebbe funzionare? Sul sito, non ancora operativo ma che ha già raccolto dei sostenitori, Shiny Note viene spiegato così: «Abbiamo immaginato un social network fondato su basi etiche. Lo abbiamo costruito intorno alle storie delle persone, e lo abbiamo destinato a coloro che sanno rintracciare nel quotidiano una scintilla di speranza».
Una finestra importante dunque che lascia però qualche dubbio: «Il rischio è di copiare idee vincenti e modellarle ai nostri clichè -dichiara don Simone Chiappetta, esperto in comunicazione e direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne- non riuscendo a proporre una vera novità che interessi e avvicini il mondo allo stile diverso di vivere la rete di cui anche il Papa ha parlato nel messaggio pubblicato in occasione della 45° Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali».
La novità interessante risulta essere l’attenzione alle storie delle persone, come indica anche lo slogan scelto dai promotori: “Cambiamo il mondo, una storia alla volta”, anche se rimangono perplessità sul moltiplicarsi di iniziative di questo tipo e solo il tempo riuscirà a far capire meglio le vere potenzialità di questo tipo di progetti.