Un cenone per i senzatetto

La morsa del freddo stringe Pescara tanto quanto le istituzioni stringono al caldo clochard e senzatetto. Ci sono i cinque alberghi convenzionati con l’amministrazione comunale, ci sono le strutture della Caritas e come ogni fine d’anno c’è anche la Croce Rossa Italiana che, attraverso l’impegno del Comitato Provinciale pescarese, ieri sera ha riproposto l’ottava edizione della cena di fine anno per i senzatetto.
Ieri è dunque tornata a gonfiarsi la tenda pneumatica di 100 metri quadri, presso l’abituale spazio dell’ex stazione ferroviaria, ospitando circa 120 clochard dalle 19:30 fino a tarda sera e offrendo loro una ricca cena a base di pasta al ragù, zampone e lenticchie, porchetta, rollè di tacchino, frutta e dolce:«Per noi – ha spiegato l’avvocato Fabio Nieddu, Commissario
Provinciale della Croce Rossa – questa cena diventa un’occasione per far vivere a chi ha bisogno una serata diversa, in famiglia grazie all’interscambio che si creerà con i 60 volontari impegnati nel servizio. Del resto, con i senzatetto è andato instaurandosi un rapporto umano che va ben al di là della singola assistenza».
La cena di fine anno, comunque, è solo l’ultima di una serie di attività assistenziali che la sezione pescarese della Croce Rossa svolge annualmente sul territorio provinciale, per una spesa complessiva di 30mila euro. Una cifra notevole, attraverso la quale gli operatori aiutano i poveri garantendo loro pacchi viveri, il pagamento delle bollette o la fornitura dei farmaci.
Risalta poi l’impegno per la promozione culturale che l’ente attua, mettendo a disposizione dei giovani
in difficoltà un assegno di studio di circa 5mila euro auto-finanziato. Dunque, le risorse economiche della Croce Rossa sono in gran parte frutto del servizio svolto dai volontari, mentre dagli enti locali il sostegno scarseggia:«È bello avere alberi di Natale tecnologici – polemizza Nieddu – ma sarebbe ancor più bello avere una città solidale»